UN DONO NELLA CHIESA E PER LA CHIESA

“Un dono nella Chiesa e per la Chiesa”: così nel 1988 l’allora Cardinale Joseph Ratzinger definì l’Ordo Virginum, sottolineando anche che si tratta di “un segno forte e concreto della presenza di Dio nel mondo”. Sono trascorsi vent’anni ed il Santo Padre Benedetto XVI ha potuto rivolgere dal vivo accorate parole a queste sue figlie predilette ed impartire la benedizione apostolica alle cinquecento consacrate giunte da ogni continente in rappresentanza delle circa 4500 vergini presenti nel mondo.

L’incontro con Papa Benedetto è stato sicuramente il momento più emozionante dell’intensa settimana di Convegno e Pellegrinaggio dell’Ordo Virginum tenutosi a Roma dal 14 al 20 maggio 2008, vero tempo di grazia “per confermare la donazione al Signore e la fedeltà al successore di Pietro, per rinnovare davanti al dolce Cristo in terra il proposito di castità perfetta”, come ha ben evidenziato il Cardinale Franc Rodè, prefetto della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, che ha dato il benvenuto alle partecipanti e le ha presentate al Santo Padre “con gioia grande e gratitudine a Dio”.

Discorso completo del Santo Padre all'Ordo Virginum

Benedetto XVI, nell’udienza a loro dedicata, ha invitato le vergini a “crescere di giorno in giorno nella comprensione di un carisma tanto luminoso e fecondo agli occhi della fede, quanto oscuro ed inutile a quelli del mondo”. “Il vostro carisma deve riflettere l’intensità ma anche la freschezza delle origini, è una novità inaudita, una libera scelta d’amore… fondato sul semplice invito evangelico (Mt 19,12) e sul consiglio paolino circa la verginità per il Regno, eppure risuona in esso tutto il mistero cristiano”. “Il vostro ideale, in se stesso veramente alto, non esige tuttavia alcun cambiamento esteriore. Normalmente ciascuna consacrata rimane nel proprio contesto di vita, è una via che sembra priva delle caratteristiche specifiche della vita religiosa, si tratta di cammini personali secondo stili di vita diversi. Ma per voi l’amore si fa sequela: il vostro carisma comporta una donazione totale a Cristo, un’assimilazione allo Sposo che richiede implicitamente l’osservanza dei consigli evangelici, per custodire integra la fedeltà a Lui”.

Il Cardinal Rodè accogli il Santo PadreE, come un padre, Benedetto XVI ha rivolto alle sue figlie accorate raccomandazioni: “Fate in modo che la vostra persona irradi sempre la dignità dell’essere sposa di Cristo, esprima la novità dell’esistenza cristiana e l’attesa serena della vita futura. Così voi potrete essere stelle che orientano il cammino del mondo. Siate presenti nel mondo e tuttavia pellegrine verso il Regno”. Ed ancora: “Nel dialogo con Dio apritevi al dialogo con tutte le creature, nei cui confronti vi ritrovate ad essere madri, madri dei figli di Dio”. Un’ultima dedica è stata tratta dalle parole di S. Ambrogio, il cantore della verginità cristiana: “Sia in ciascuna l’anima di Maria per magnificare il Signore; sia in ciascuna lo spirito di Maria per esultare in Dio”. Un pensiero è stato rivolto anche ai Vescovi ed ai delegati diocesani per l’Ordo Virginum, di cui tanti erano presenti nella Sala Clementina per accompagnare le vergini: “Compito dei vostri Vescovi è riconoscere in voi il carisma della verginità, consacrarvi e possibilmente rimanervi vicino nel cammino, per insegnarvi il timore del Signore, come si impegnano a fare durante la solenne liturgia di consacrazione. Dal respiro della diocesi allargatevi al respiro della Chiesa universale, soprattutto condividendone la preghiera liturgica, che vi è consegnata perché risuoni senza interruzione nel vostro cuore e sulle vostre labbra. In tal modo il vostro io orante si dilaterà progressivamente fino a che nella vostra preghiera non ci sia più che un grande noi.”

Numerosi sono stati gli spunti di riflessione offerti alle consacrate dalle relazioni proposte: dall’approfondimento sugli “aspetti storici della consacrazione delle vergini e suo rinnovamento nel XX secolo” a cura di Mons. Marcel Metzger (Francia) alla “dimensione trinitaria, cristologia, mariana ed ecclesiale della verginità cristiana” sottolineata da S.E.R. Demetrio Gonzales, Vescovo di Tarazona (Spagna); dalla riflessione di Ysabel de Andia, consacrata francese, sull’“Ecclesia Virgo” all’attenzione di S.E.R. Raymond Burke, Arcivescovo di Saint Louis (USA) sul rito di consacrazione delle vergini; dalle considerazioni di Judith Stegman, consacrata statunitense, sull’“amore verginale, femminile e sponsale per Cristo” al parallelo tra “vocazione verginale e vocazione battesimale” curato da S.E.R. Jean Pierre Cattenoz, Arcivescovo di Avignone; dallo studio di Elena Bolchi, consacrata della diocesi di Milano sulla “vergine consacrata nella Chiesa e nel mondo” al delicato tema dell’“amore sponsale nella dottrina mistica di San Giovanni della Croce” proposto da Gloria Irene Alvaro Sanz, consacrata spagnola, per concludere con le riflessioni di Sua Eminenza Card. Franc Rodè sulla “dimensione escatologica della vocazione alla verginità consacrata”.

Foto di gruppo al termine dell'Incontro con il PapaNelle sue conclusioni, il Card. Rodè ha invitato le consacrate ad una “presa di coscienza dell’Incontro appena vissuto, che è un fatto ecclesiale: è la Chiesa che vi ha chiamato e vi riconosce”. E, ben consapevole delle difficoltà che le vergini talvolta incontrano anche in ambiti ecclesiali, le ha spinte a “parlare ai Vescovi ed alle Diocesi di ciò che avete visto e sentito in questi giorni”.

Molto interessanti si sono rivelati anche gli interventi scaturiti dalla Tavola Rotonda e dalle presentazioni delle esperienze di consacrazione verginale nei vari Paesi del mondo: è stata una preziosa occasione per “allargare” la propria visione diocesana ed abbracciare la cattolicità, provando stupore e gratitudine per l’immenso dono ricevuto di essere “nel cuore della Chiesa” e del mondo una “vocazione povera dal volto diaconale” (Mons. Luigi Conti, Vescovo di Fermo). Dalle testimonianze è scaturito un variegato mosaico della presenza dell’Ordo Virginum nel mondo, riflesso della “multiforme grazia di Dio”.

Coinvolgente è stato l’entusiasmo e lo slancio delle consacrate nelle Chiese della nuova evangelizzazione: numerose sono le consacrate in Argentina (circa 200), Messico (160), Brasile (80), e il germoglio della verginità consacrata sta nascendo di recente anche nella Repubblica Dominicana (10), in Cile (15), in Venezuela (5), in El Salvador (2), in Bolivia (1). In Africa la consacrazione verginale nel mondo è considerata una “vocazione molto importante”, anche se si scontra con una mentalità che difficilmente accetta questa scelta di vita, soprattutto per quanto riguarda la mancanza di un abito distintivo e della vita comunitaria in convento, ed ancora non la concepisce come “fatto di Chiesa” ed “ufficiale”, come ha potuto rilevare il Vescovo del Burkina Faso, intervenuto all’incontro per accompagnare le vergini della sua diocesi. Nel suo Paese, molto popoloso, ma con una percentuale di cattolici molto esigua (circa il 3%), dal 1992 sono state consacrate 15 vergini tra i 25 ed i 35 anni, tutte lavoratrici ed indipendenti economicamente, pronte a mettere i loro talenti e la loro buona volontà al servizio dei fratelli. Molto forte è il legame con il Vescovo, che le consacrate chiamano “padre Vescovo” perché riconoscono la Chiesa come propria famiglia. In Congo l’Ordo Virginum è presente dal 1996 e ci sono finora 6 consacrate. In Benin c’è una sola consacrata, che ha sottolineato la difficoltà per la mentalità africana di accogliere e comprendere la “vita di solitudine”. Anche in Camerun, terra abitata da cattolici, musulmani ed animisti, nel 1995 c’è stata una consacrazione verginale. In Burundi sono presenti 10 vergini.

Grandi difficoltà e persecuzioni vivono le consacrate algerine (4) e la tunisina, in quanto si tratta di Paesi quasi completamente musulmani, in cui professare apertamente la fede cattolica significa l’emarginazione civile e sociale, soprattutto nell’ambiente lavorativo e, talvolta, rischiare la vita, addirittura nella propria casa e nella propria famiglia. Lo stesso vale per il Vietnam e la Malesia, dove tuttora non è possibile la consacrazione pubblica a causa dei severi controlli del governo. Più serena la situazione in Iraq, che dal primo gennaio 2008 ha due consacrate, ed in Giordania, dove sono presenti sei consacrate e due candidate: nonostante le difficoltà, le vergini hanno incontri di formazione settimanali con il proprio Vescovo, che si concludono con l’adorazione eucaristica e la celebrazione della S. Messa.

L’Ordo Virginum in India è nato nel 1992 e da allora sono state consacrate nove donne, di cui alcune presenti all’Incontro Internazionale insieme al delegato di Bombay. Addirittura ci sono vergini consacrate anche nelle isolette dell’Oceania: in Nuova Zelanda dal 1997 ci sono state ben undici consacrazioni!

Negli Stati Uniti d’America sono presenti circa 200 consacrate dal 1974 e molto attivo e visitato è anche il sito internet www.consecratedvirgins.org. Numerose le consacrate anche in Canada: solo nella regione francese del Quebec se ne contano 37.

In Ucraina l’OV è nato nel 1999 e ci sono già state nove consacrazioni verginali, nella Repubblica Ceca le vergini dal 1992 sono trenta e ci sono ben venti candidate in formazione, in Ungheria dal 1994 ci sono tre consacrate, in Slovacchia sono presenti soltanto candidate. In Inghilterra l’OV è presente sin dal ripristino del rito di consacrazione e sono presenti 110 consacrate; in Germania ci sono circa 150 vergini consacrate; in Austria 31 dagli anni ’80; in Danimarca dal 1988 ci sono state tre consacrazioni; in Svizzera le consacrate sono 44; in Spagna ci sono 172 consacrate, di cui una è membro della Conferenza Episcopale. In Irlanda si rilevano difficoltà nel far conoscere alle giovani questa bella vocazione: su 31 consacrate 24 sono già in pensione! La Finlandia ha soltanto una diocesi: su una popolazione di cinque milioni di persone soltanto diecimila sono cattolici…ed una candidata si sta preparando a ricevere tra breve la consacrazione secondo il rito di consecratio virginum!

La presenza maggiore di vergini consacrate nel mondo si trova in Italia, dove vi sono oltre quattrocento consacrate e molto fiorente è anche la schiera di coloro che si preparano a dire il loro “sì” al Signore nelle nozze mistiche.

L’Incontro Internazionale è stato per le partecipanti una forte esperienza spirituale anche grazie alla celebrazione quotidiana dell’Eucaristia, all’intensa veglia di preghiera notturna tenutasi nella Basilica di S. Maria Sopra Minerva nella quale insieme, in tutte le lingue, hanno rinnovato il proposito di castità ed acceso la lampada della fedeltà e della perseveranza; alle meravigliose omelie, per loro pensate e a loro rivolte con paterna cura pastorale. “Ciascuna di voi deve farsi spazio di trasparenza, una finestra, un segno di bellezza per far vedere al mondo Dio”, ha sottolineato il Card. Rodè, invitando a fare “propri i programmi, le attese e le ansie delle vostre Chiese locali, in completa apertura allo Spirito per fare esperienza viva del mistero dell’amore di Dio”. In fondo, citando San Giovanni della Croce, “l’amata è nell’Amato trasformata”, e, secondo San Tommaso d’Aquino, “alcuni si votano alla moltiplicazione dei corpi, altri all’accrescimento dei figli di Dio nello spirito attraverso la contemplazione delle cose di Dio”. Perciò non bisogna mai dimenticare che le vergini sono “donne chiamate a vivere il mistero della Chiesa nel dono immeritato e sorprendente della consacrazione” (dalla relazione di Elena Bolchi) e, in questa luce, sono chiamate “ad essere segno sorridente della speranza che è solo Dio” (Card. Rodè), “manifestazione dell’esperienza di essere donne che sono eternamente amate e perciò quotidianamente impegnate a rinunciare alle piccole speranze”.

Vera sorgente di grazia sono stati i luoghi toccati nei giorni di pellegrinaggio, consapevoli che “il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani”: dalla Basilica di San Pietro alla Chiesa di San Clemente, dalla Basilica di Sant’Agnese vergine e martire a Subiaco sulle orme di San Benedetto, dalla Basilica di San Giovanni in Laterano alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, dall’Abbazia delle Tre Fontane alla Basilica di Santa Maria Maggiore.

Nella celebrazione eucaristica conclusiva dell’Incontro Internazionale, Mons. Vincenzo Pelvi, già delegato per l’Ordo Virginum di Napoli ed ora Ordinario Militare per l’Italia, ha raccomandato alle consacrate di “ripercorrere spesso la storia dell’amicizia con Gesù e di riconoscere la Chiesa come talamo nuziale”, perché soltanto così si può essere “dono nella Chiesa e per la Chiesa”.

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