Ordo Virginum: dono per il popolo di Dio in cammino

Nel cuore della settimana dedicata alla vita consacrata in comunione, al termine dell’anno specialmente dedicato ai consacrati, è stato incastonato l’Incontro Internazionale dell’Ordo virginum, momento prezioso di preghiera, fraternità e riflessione.

Vedere l’auditorium “Antonianum” di Roma gremito di 600 vergini consacrate provenienti da ogni angolo del globo terrestre è stato emozionante e commovente. Eppure, si tratta soltanto di una piccola rappresentanza della variegata presenza della verginità consacrata nel mondo!

Dai dati forniti dall’Annuario Statistico della Santa Sede risulta che le vergini consacrate sono circa 4000, presenti in 78 Paesi, distribuite in maniera non uniforme nei cinque continenti: il 67% in Europa (in pole position la Francia con 620 consacrate e l’Italia con 600), il 27% in America (235 consacrated virgins negli Stati Uniti, 440 virgines consagradas soltanto tra Messico e Argentina), il 4% in Africa, l’1% in Asia e poco meno dell’1% in Oceania.

Si tratta di un mosaico policromo, da cui affiora “il volto della sposa che risplende su tutta la terra” (dalla relazione di Florence Motte, francese, e di Cristina Vonzun, svizzera), nella varietà e bellezza di un carisma antico e sempre nuovo, radicato in una diocesi particolare e, al tempo stesso, immerso nel respiro della Chiesa universale.

Il mistero dell’unità nella varietà si è potuto cogliere nelle testimonianze proposte da alcune consacrate: Teresa, infermiera australiana, che offre il suo servizio apostolico presso gli aborigeni; Rita, biblista di Bombay; Cecilia, volontaria nel carcere principale del Kenya; Anna, architetto che cura il restauro dei beni artistici della sua diocesi in Polonia; Dora, che ha fondato una casa di spiritualità in Bangladesh; Anan, assistente universitaria di Letteratura inglese a Baghdad; Aracoeli, guida di pellegrinaggi mariani nella sua diocesi in Messico; Olga, impegnata nella promozione dell’unità dei cristiani in Russia…

Queste sono solo alcune delle storie che la creatività dello Spirito Santo ha scritto nel cuore di donne che hanno scelto di seguire più da vicino il Signore Gesù, di essere “Marta con lo spirito di Maria”, come ha sottolineato l’Arcivescovo Ausiliare di Gerusalemme, Mons. Maroun Elias Nimeh Lahham.

Profonde e delicate le relazioni offerte dalle consacrate che hanno condiviso i propri studi e talenti per contribuire all’approfondimento di un carisma tanto ricco: Marianne Schlosser, teologa tedesca, ha dedicato un’ampia ricerca alle origini dell’Ordo virginum; Rosalba Manes, giovane biblista italiana, si è soffermata sul dinamismo della verginità consacrata, nel dono della profezia e del discernimento; Elina Beatriz, teologa argentina, ha sottolineato l’aspetto fecondo della verginità nella missionarietà.

Tanti i Vescovi e i delegati partecipanti all’Incontro per accompagnare le consacrate della propria diocesi: è stato un segno di tenerezza e di attenzione nei confronti di questa vocazione, come hanno sottolineato Mons. Josè Rodriguez Carballo, Arcivescovo Segretario della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata, Mons. Arthur Roche, Arcivescovo Segretario della Congregazione per il culto divino, e il Card. Joao Braz de Aviz, Prefetto della Congregazione per la vita consacrata, che ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica domenicale.

Questo tempo d’incontro è stato una vera e propria festa, che proseguirà, in comunione con tutte le altre forme di vita consacrata, nella gioia dell’udienza con il Santo Padre e della S. Messa nella Basilica di San Pietro il 2 febbraio, per culminare nel ritorno a casa, ciascuna nella propria diocesi, nell’ambiente di lavoro, nella parrocchia, nelle attività ecclesiali e sociali.

È qui che siamo chiamate a vivere in pieno la nostra vocazione, nell’autenticità della quotidianità, fiorendo dove il Signore ci ha seminato e dove lo Spirito ci soffia.

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