Sebbene il calendario segnasse come data il 16 marzo e non ci fossimo spostati tutti improvvisamente sulle Alpi, la neve dei monti circostanti ha fatto da rara ed argentea cornice al caratteristico paesaggio di Cappelle, frazione di Salerno. La Forania di Salerno Ovest, nello specifico la Parrocchia dei “Santi Felice e Giovanni Battista” in Pastorano, che comprende anche Matierno, ha ospitato una delle “tappe” del ricco percorso di iniziative organizzate dall'Ordo Virginum nella nostra Archidiocesi di Salerno - Campagna - Acerno in vista della Consacrazione di Maria Grazia Frappaolo che avverrà il 31 maggio.

Chiesa di San Giovanni Battista in Pastorano

La Celebrazione Eucaristica, presieduta dal Delegato Diocesano dell'Arcivescovo, don Alfonso Capuano e concelebrata dal Vicario Parrocchiale, don Marco Raimondo, ha rivestito un taglio solenne nella sua sobrietà: della Processione iniziale sono state chiamate a far parte anche le due Consacrate presenti e Maria Grazia come Consacranda perché, come ha spiegato don Marco all'Assemblea “non sono nuove chierichette ma persone che hanno donato la propria vita alla Chiesa diocesana e lo testimoniano con la propria presenza in mezzo a noi, con la propria vita di preghiera e di vigilanza”.

L'Omelia è stata rivolta soprattutto ai bambini presenti attraverso aneddoti divertenti che spiegavano il brano evangelico; ma non sono mancati i passaggi indirizzati agli adulti, a partire dalle tre parole programmatiche pronunziate da Papa Francesco nella S. Messa con i Cardinali: camminare, edificare, confessare perché chi si ferma e non edifica, non testimonia il Cristo e non è Suo discepolo.

Nell'episodio della quinta domenica di Quaresima il Vangelo ci presenta una donna adultera colta in flagranza di reato e trascinata da Gesù. L'immagine è bellissima e terribile: questa donna, che tocca con mano la sua fine imminente tramite la lapidazione, si “incontra” con la Misericordia. In realtà l'intento degli accusatori era quello di trarLo in inganno … ma Gesù “scrive per terra” ed ingiunge ai presenti di scagliare pietre contro di lei, se non hanno commesso peccati. Il risultato clamoroso che ottiene è che tutti vanno via, disarmati, e rimane lei sola di fronte a Lui che non la condanna, la perdona ma le chiede di cambiare vita, non peccando più.

Tutti e tre i brani delle Letture odierne riportano all'idea comune della “novità” di vita. È nella misericordia - altro cavallo di battaglia di Papa Francesco - che la vita può rinnovarsi, la giustizia rifiorire, il mondo cambiare. “Accogliamo l’invito di Gesù, facciamolo penetrare nel nostro cuore: Amore, Misericordia, Perdono, Comunione”.

La navata principale

A conclusione della Liturgia un bambino ha consegnato a Maria Grazia, a nome della Comunità Parrocchiale, una lampada come segno dell'impegno di preghiera con il quale l’accompagnerà fino al giorno della Consacrazione ed un fiore bianco simbolo della bellezza della chiamata alla donazione totale di sé.

Il secondo momento della serata prevedeva la Catechesi e l’interesse dell’uditorio è stato catturato da una proiezione di slides che ha illustrato “la vergine ... è segno sublime dell’amore che la Chiesa porta a Cristo, immagine escatologica della Sposa celeste e della vita futura”, la Storia dell'Ordo Virginum dalle sue origini fino ad arrivare all'attuale Rito, alle Interrogazioni, al Proposito di castità: un impegno definitivo, irrevocabile, una scelta di vita fatta in risposta alla chiamata del Signore; questo impegno non è funzionale (nell'ordine del ministero) ma essenziale (nell'ordine del carisma); in altri termini la consacrazione delle vergini riconosce un carisma più che un ministero ... ed alla bellissima Preghiera di Consacrazione: la celebre composizione Deus castorum corporum, gioiello dell’antica liturgia romana, dal V secolo figura nel rito di consacrazione delle vergini e ci aiuta a cogliere altri aspetti importanti di questa vocazione: è evidente il parallelo tra matrimonio e verginità consacrata: Gesù realizza misticamente con la vergine consacrata ciò che il matrimonio simboleggia e significa, sia a livello spirituale che nella corporeità. Perciò, tra le due realtà (matrimonio cristiano e verginità consacrata) non c’è contrasto: in entrambe si deve vivere l’amore indissolubile, esclusivo e fedele, vicendevole e fecondo.

Si chiede per le vergini il dono di tutte le virtù (“sagge nella bontà”, “austere nella dolcezza”, caste nella libertà”...): il culmine è “ferventi nella carità”. La parte finale è un evidente richiamo all'esclusività e totalità dell’amore (“In Te, Signore, possiedano tutto, poiché hanno scelto Te solo al di sopra di tutto”), un amore fecondo da cui scaturisce la maternità spirituale delle vergini.

Alla vergine vengono consegnati tre simboli: il velo (facoltativo ma storicamente e simbolicamente molto significativo): segno di esclusività e di appartenenza, perché la vergine è tutta di Cristo; l’anello: simbolo della sponsalità; la liturgia delle ore: simbolo della preghiera, che è il servizio a cui la vergine consacrata è chiamata, il colloquio sponsale con Cristo a nome di tutta la comunità. Le due caratteristiche principali dell'Ordo Virginum sono, appunto: la sponsalità con Cristo, che è il “proprium specifico”; la diocesanità, come riferimento ecclesiale più appropriato.

Le vergini consacrate non sono religiose, né membri di un Istituto di vita secolare, non fanno riferimento a un fondatore, non assumono una regola monastica o uno statuto di vita religiosa, non hanno superiori, possono vivere da sole o in famiglia o in piccole comunità, fanno riferimento diretto al Vescovo della diocesi. Possono impegnarsi in molteplici ambiti della vita ecclesiale: nella preghiera ecclesiale, nei servizi di evangelizzazione e catechesi, nell'animazione ed educazione alla preghiera, nell'impegno di annuncio di tutte le vocazioni di speciale consacrazione e di sostegno per gli sposi cristiani nell'impegno di fedeltà, nella dedizione ai fratelli più poveri e bisognosi. Quindi, le vergini consacrate incarnano, esprimono, vivono e promuovono, le dimensioni essenziali e qualificanti della vita e del volto della Chiesa: VOCAZIONE - COMUNIONE - MISSIONE - SERVIZIO.

Non sono mancate le domande rivolte alle Vergini presenti riguardanti soprattutto il loro stile di vita, la possibilità di trovare un equilibrio tra le difficoltà del quotidiano ed il ritmo di preghiera.

Al termine un’ultima preghiera per affidare alla Mamma celeste un altro piccolo seme gettato nel campo del Signore, di cui Lui solo conosce l’andare ed il fiorire.

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