La Parrocchia di “Santa Maria dei Barbuti” in Fratte, splendida opera d’arte moderna, è stata scelta quest’anno dalla nostra Diocesi per celebrare la XXIII Giornata della Vita Consacrata, alla quale abbiamo preso parte io, Maria Grazia e Rosa.

Il Parroco, Padre Franco Mangili, della Congregazione dei Padri della Dottrina Cristiana, ha accolto personalmente i rappresentanti degli Ordini e delle Congregazioni maschili e femminili che via via affluivano presso la chiesa, in attesa della Celebrazione Eucaristica. All’inizio della Santa Messa presieduta dal nostro Arcivescovo, Mons. Luigi Moretti, ha avuto luogo sul sagrato, illuminato dalle opere di luce realizzate dai giovani dell’Oratorio, la benedizione delle candele: anche se non pioveva, si respirava un’aria pungente.

Nella sua omelia, il Vescovo, tra l’altro, ci ha esortato a riflettere che nel giorno della Presentazione di Gesù al Tempio, a quaranta giorni dal Natale, si compie il mistero della nascita di un Bambino che si rivela come l’Amato, l’Atteso, il Messia, il Salvatore. Gesù vive l’offerta di sé al Padre fino al Calvario, dove si compirà la sua missione. Egli vuole riscattare l’uomo dalle conseguenze del peccato ed offre se stesso al Padre come dono per l’umanità; così, uniti a Lui, rinasciamo a vita nuova con il Battesimo. Prenderne coscienza significa avere l’urgenza di rimanere in Lui Via, Verità, Vita, Speranza, nella comunione con il Padre. In questo modo la Chiesa fa esperienza di grazia e si realizza la nostra partecipazione al suo mistero della Pasqua. Gesù ci chiede di essere accolto e seguito per vivere la nostra esistenza in un disegno vocazionale e siamo qui per condividere una donazione totale, per diventare segno della trascendenza di Dio. La nostra missione è testimoniare come Dio cammina nella storia che lo ignora: dobbiamo essere annuncio della buona notizia per l’uomo di oggi che si dibatte nella paura per ricordare che c’è Gesù che dice: “Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi … Non abbiate paura!” Così la speranza diviene ricchezza e la vita vissuta pegno di eternità, se c’è la nostra disponibilità a diventare offerta.

Riprendiamo il cammino confermati dal Signore non per i nostri meriti ma per unire la nostra povertà alla forza del suo amore. Questa è la vita nuova che ci offre la dignità dei figli di Dio: sia il nostro grazie il nostro sì per un impegno di vita fuori dalla mondanizzazione; la Parola di Dio sia luce che illumina i nostri passi e Maria sia sostegno al nostro cammino.

Durante il rinnovo dei tre voti di povertà, castità ed obbedienza dei Religiosi presenti nelle mani del Vescovo, sono state ricordate tre sorelle, una delle Piccole Figlie di San Giuseppe e due delle Suore Salesiane dei Sacri Cuori, che hanno festeggiato il giubileo del loro cinquantesimo anno di consacrazione. Tra le Preghiere dei Fedeli, una particolarmente dedicata era un’invocazione affinché i Consacrati suscitino sempre il fascino e la nostalgia della bellezza di Dio. All’Offertorio insieme al pane ed al vino, sono stati portati all’altare le Costituzioni e gli Statuti dei Religiosi come segno della molteplicità dei carismi e segno dei vari doni presenti nella nostra Archidiocesi. 

“Siamo chiamati a una duplice obbedienza: alla legge - nel senso di ciò che dà buon ordine alla vita - e allo Spirito, che fa cose nuove nella vita. Così nasce l’incontro col Signore: lo Spirito rivela il Signore, ma per accoglierlo occorre la costanza fedele di ogni giorno” (Papa Francesco nell’omelia della Santa Messa nella festa della Presentazione del Signore e Giornata mondiale della Vita consacrata).

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