Per qualcuno sarà stata nostalgia, per qualche altro sorpresa e meraviglia di scoperta … per qualcun altro esigenza missionaria di ministero apostolico … certo è che, quando siamo arrivati, Colliano si è riproposto in tutta la sua bellezza paesaggistica e storica, presentandoci panorami invitanti che fanno bene al cuore, lasciano respirare l’animo e sognare ad occhi aperti rosei progetti di incantati futuri.

Anche quest’anno si è rinnovata la tradizionale Giornata di catechesi e di agape presso la Parrocchia dei “Santi Pietro e Paolo”, che ha suggellato un piacevole impegno comunitario di fine anno o di inizio estate e ci ha offerto anche l’occasione propizia per incontrare la comunità parrocchiale e per trascorrere un po’ di tempo insieme in letizia, lontano dagli incarichi e lavori quotidiani che non ci consentono quasi mai di rallentare i ritmi per permetterci di scambiare “quattro chiacchiere” e per fare una partita a calcio balilla!

L’accoglienza è stata come sempre squisita, a partire dalla ricca colazione offertaci al nostro arrivo, allestita principalmente con i dolci preparati dalle abili mani degli “esperti” della comunità.

La Catechesi, affidata alla cura del Delegato, Don Alfonso Capuano, ha affrontato il delicato e complesso tema trattato da Papa Francesco nell’“Amoris Laetitia”. Don Alfonso, attraverso una Presentazione multimediale, ci ha illustrato l’Esortazione Apostolica come frutto del Concilio Vaticano II spiegandoci che si dipana su nove capitoli ed oltre trecento paragrafi e che colpisce per ampiezza ed articolazione. Il Papa afferma subito che bisogna uscire da se stessi ed amare per la gioia, il bene, la crescita dell’altro. Poste queste premesse, il Papa articola la sua riflessione a partire dalla Sacra Scrittura. A partire dal terreno biblico, nel secondo capitolo, il Papa considera la situazione attuale delle famiglie con le numerose sfide da affrontare, notando che l’individualismo esasperato rende difficile oggi donarsi ad un’altra persona in maniera generosa (cfr. AL,33). Il terzo capitolo è dedicato ad alcuni elementi essenziali dell’insegnamento della Chiesa circa il matrimonio e la famiglia. Il quarto capitolo tratta dell’amore nel matrimonio. A suo modo questo capitolo costituisce un trattatello dentro la trattazione più ampia, nella piena consapevolezza della quotidianità dell’amore che è nemica di ogni idealismo. Ma d’altra parte il Papa insiste in maniera forte e decisa sul fatto che “nella stessa natura dell’amore coniugale vi è l’apertura al definitivo” (AL,123). Il capitolo si conclude con una riflessione molto importante sulla “trasformazione dell’amore che comporta la necessità di ritornare a scegliersi a più riprese” (AL,163). Il quinto capitolo è tutto incentrato sulla fecondità e generatività dell’amore. L’Amoris Laetitia è ben consapevole della famiglia come rete di relazioni ampie. La stessa mistica del Sacramento del Matrimonio ha un profondo carattere sociale (AL,186). Nel sesto capitolo il Papa affronta alcune vie pastorali che orientano a costruire famiglie solide e feconde secondo il piano di Dio. Il settimo capitolo è tutto dedicato all’educazione dei figli. Il capitolo ottavo costituisce un invito alla misericordia e al discernimento pastorale davanti a situazioni che non rispondono pienamente a quello che il Signore propone. Il Papa usa tre verbi molto importanti: “accompagnare, discernere e integrare” che sono fondamentali nell’affrontare situazioni di fragilità, complesse o irregolari. Sulla “logica della misericordia pastorale” Papa Francesco afferma con forza: “A volte ci costa molto dare spazio nella pastorale all’amore incondizionato di Dio. Poniamo tante condizioni alla misericordia che la svuotiamo di senso concreto e di significato reale e questo è il modo peggiore di annacquare il Vangelo” (AL,311) perché l’intenzione principale di Gesù è quella di incontrare il cuore di chi incrocia il suo sguardo. Il nono capitolo è dedicato alla spiritualità coniugale e familiare.

Nell’omelia della Celebrazione Eucaristica, Don Alfonso ha sottolineato, tra l’altro, come la Lettera di San Giuda Apostolo riflettesse la Catechesi in quanto i termini si concatenano: è essenziale restare saldi, consapevoli di quanto sia imprescindibile e necessaria la misericordia del Signore, sforzandosi di amare Dio e di perseverare nello stare con Lui … consapevolezza che deve sempre maggiormente crescere sapendo che la casa è costruita su di Lui … perché quel siate misericordiosi risuoni nel desiderio del bene dell’altro e nel volere la salvezza di TUTTI. In questo abbiamo molto da imparare e da crescere dal momento che ci risulta più facile e forse comodo aspettare che gli altri “vengano”. Sì, quelli che vengono. E tutti gli altri? Il Signore ci chiede di USCIRE, di ANDARE, di CERCARE. Non possiamo pensare di avere come unico compito quello di discernere e separare i buoni dai cattivi, il grano dalla zizzania. Un giorno la domanda del Signore sarà: “Dov’è tuo fratello?” Ognuno di noi deve avere a cuore la salvezza propria e dei fratelli. Lo Spirito Santo ci aiuti a sintonizzarci intorno al Centro e ci renda capaci di conoscere, di interiorizzare e di mettere in pratica i Suoi e gli insegnamenti del Papa.

Attorno alla mensa, una gioia per gli occhi oltre che per il palato, abbiamo condiviso momenti di fraternità, divertimento ed un pizzico di spensieratezza. Ringraziamo il Signore per il dono di questo giorno, il Parroco Don Antonio Pisani, la Comunità Parrocchiale ed in particolare Carmelina che ogni anno ci offre la possibilità di condividere un pezzetto della sua esperienza nella sua terra.

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