Semplicità ed essenzialità sono stati i segni caratterizzanti l’Incontro annuale tra S.E. Arcivescovo Mons. Luigi Moretti e l’Ordo Virginum diocesano, accompagnato dal suo Delegato Don Alfonso Capuano, che ha avuto luogo in Episcopio il 28 dicembre, purtroppo “funestato” da alcune significative assenze per motivi di salute e di lavoro.

Durante l’Omelia della Celebrazione Eucaristica che ha presieduto, l’Arcivescovo, tra l’altro, ha sottolineato come fosse dettato da un intento molto importante il desiderio di Dio di incarnarsi per farsi conoscere dall'uomo perché “Gesù non aveva bisogno di fare una passeggiata”. Ma la ricchezza e l’amore di Dio sono più grandi e più forti di ogni peccato, per cui l’accoglienza di Gesù diventa possibilità di vita nuova. L’amore salvifico di Dio libera: donandosi rompe la nostra schiavitù e ci riporta alla nostra immagine originaria di somiglianza di Dio. Quando parliamo del nostro rapporto con Dio non possiamo non glorificare il Signore per la sua opera e noi siamo chiamati ad essere totalmente aperti a questa esperienza straordinaria, ad attingere all'Amore sorgivo che porta in sé Meraviglia.

L’Anno della Misericordia diventi più forte del peccato. Per la nostra vita di consacrati l’accoglienza di Dio diventi missione di presenza viva perché non possiamo non portare la passione di Dio per l’uomo. Dobbiamo costruire un rapporto vivo e vitale con il Signore: in questo contesto trova senso il nostro agire come costruttori del Regno di Dio. Non possiamo limitarci a “proiettare” come un registratore una musica o un film di quello che è successo; dobbiamo “STARCI DENTRO” con il cuore e ritrovarci per condividere. L'Eucaristia sia forza e nutrimento per il nostro cammino per sconfiggere il rischio della ripetitività della fede”.

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