In questo periodo nel quale si richiede l’attenzione di tutta la popolazione e la responsabilità delle nostre azioni, dando il giusto rispetto alle regole stabilite, ci siamo recate, come da calendario prestabilito per il nostro anno giubilare in preparazione al 25° anniversario della presenza in diocesi dell’Ordo Virginum, nella parrocchia di san Gregorio VII in Battipaglia, dove don Michele Olivieri e don Michele Romeo ci hanno accolto con grande gioia, dandoci la possibilità di testimoniare e pregare nel corso di due diverse celebrazioni eucaristiche.

Nella prima celebrazione don Michele Romeo, dopo il saluto iniziale, ricordando a voce alta che mentre era in seminario aveva avuto la gioia di partecipare a due consacrazioni, quella di Maria Grazia e quella di Rosa, mi ha invitato a spiegare all’assemblea cosa è l’O.V. e a testimoniare la mia vocazione. Dopo una breve omelia, nella quale fra le altre cose ci ha suggerito di ricordare di mantenere sempre candida la veste bianca ricevuta nel battesimo, di riscoprire la bellezza dei sacramenti in particolare dell’Eucarestia e di non dimenticare mai la preghiera personale, ha affidato a Maria Grazia il compito di testimoniare anche lei il dono della sua chiamata. Prima del saluto finale ci ha dato un consiglio: quando ci troviamo in difficoltà dobbiamo tornare subito con la memoria al nostro primo incontro personale con il Signore: ogni cristiano non soltanto i consacrati hanno avuto questo incontro.

Don Michele Olivieri, nella celebrazione delle ore 11,30, dopo aver fatto il saluto iniziale all’assemblea e ringraziato tutte noi, presenti per condividere la gioia di quest’anno giubilare, ha dato la parola a Rosa che spiegato la nostra vocazione e testimoniato la sua. Dopo la lettura del vangelo, ha fatto anche lui una breve omelia, lasciando così di nuovo a Maria Grazia il tempo per testimoniare la sua vocazione. Nella breve omelia ci ha fatto riflettere sulla fede di Abramo, il quale, pur non conoscendo Dio, si è fidato di Lui, abbandonando ogni certezza per seguire la Sua volontà anche attraverso la prova della sterilità di Sara. Ci ha ricordato che ogni vocazione passa sempre attraverso la Croce, grande o piccola che sia; che il Signore sceglie sempre gli umili e i piccoli che sanno donare un sorriso a tutti; che il Signore parla al cuore degli uomini, con una voce dolce e silenziosa e per ascoltarlo si deve essere non nel “trambusto” di una grande città ma nel deserto. Prima di dare il saluto finale all’assemblea ha preso del tempo per ringraziare ognuna di noi per la nostra presenza in diocesi e ha invitato tutti i presenti a riscoprire il valore della “verginità” che sembra passata di moda, ma è una virtù essenziale del corpo e del cuore.

Prima di ritornare a casa abbiamo ringraziato di cuore i due don Michele e tutta la comunità per la bellissima accoglienza.

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