Il 29 dicembre 2014 l'Ordo Virginum dell'Archidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, con il suo Delegato Don Alfonso Capuano, in un clima familiare, ha incontrato l'Arcivescovo, Mons. Luigi Moretti, per l'appuntamento che è divenuto ricercata consuetudine, nel quale ci si ritrova per aggiornarsi sulle ultime novità personali e pastorali, per lo scambio di auguri, per attingere a quello stile che Papa Francesco chiama "generare la globalizzazione della fraternità" invitandoci a costruire rapporti umani degni di Colui che ha dato la Sua Vita per noi. Il tutto vissuto con quella confidenza di figli che sanno di essere ricevuti dal padre.

Nel colloquio iniziale Sua Eccellenza, tra l'altro, ha sottolineato il tempo di Grazia che la Chiesa sta vivendo per merito di un "terremoto" innescato da Papa Francesco, "che sarebbe un sacrilegio" - ha aggiunto Mons. Moretti - "non cogliere e non testimoniare".

In un successivo passaggio, partendo dalle sue visite pastorali alle Parrocchie della Diocesi, ha ripercorso a larghi tratti la storia degli Uffici Diocesani, facendo riferimento, in particolare, a quello Catechistico, legato alla memoria di Don Angelo Visconti ed alla Caritas, legata alla memoria di Don Giovanni Pirone.

E non ha tralasciato di porre attenzione al cammino di Antonia, candidata alla Consacrazione proveniente da Sacile SA, della Diocesi di Teggiano-Policastro, presentatagli dal Delegato. Nel contempo ha esortato le Consacrate ad essere presenza costante agli Eventi diocesani, quale espressione tangibile della loro consapevolezza di sentirsi Chiesa.

Durante l'Omelia della Celebrazione Eucaristica - perno intorno al quale è stato ideato il pomeriggio - l'Arcivescovo ha usato parole di tenerezza, evidenziando come l'Incarnazione di Dio celi la Sua richiesta di essere accolto e ci chiami a quell'Amore che Lui per primo ci ha donato, affinché "ci amiamo come ci ama Gesù". Ancora è intervenuto in favore di quella testimonianza che da senso alla vita dei Consacrati perché è amore ma anche tenerezza e misericordia, trasformandoli in segni visibili e credibili della Sua Presenza.

Al termine della Santa Messa, con un "arrivederci" ed un veloce abbraccio di commiato, tenuto in considerazione lo stato di salute generale e l'approssimarsi di una serata prevista innevata e con una temperatura pari a 0°, ognuno ha ripreso la strada del ritorno con nel cuore l'eco di una conferma ad essere CON LUI ed IN LUI per i fratelli quelle braccia, quelle gambe, quel sorriso e quella Bibbia vivente, di cui il mondo ha tanta sete.

 

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