Dio fa il mondo a colori!

In un clima simpatico e familiare, il 30 dicembre scorso, l’Ordo Virginum diocesano ha incontrato S.E. Mons. Arcivescovo, Luigi Moretti, ricevendo il “mandato” a far parte attiva del Centro Diocesano Vocazioni e l’invito a far conoscere maggiormente l’Ordo a livello diocesano, dal momento che “Dio fa’ il mondo a colori”, nel rispetto e nell’adempimento dell’unica Missione. In tal senso il Delegato, don Alfonso Capuano, ha ripercorso le attività precedenti, manifestando la completa disponibilità a potenziarle per il futuro.

Durante l’Omelia della Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo, concelebrata dal Delegato ed animata dalle Consacrate e Consacrande presenti, Mons. Moretti, tra l’altro, ha sottolineato la pienezza del Tempo di Natale per il Mistero di Dio che si fa uomo e segna la specificità della nostra fede. Noi siamo chiamati a rileggere l’identità della nostra fede che “entra” nella nostra vita. Siamo chiamati ad esprimere la presenza di Dio salvezza in quanto Gesù non “gioca” a fare l’uomo, s’incarna veramente, entra veramente nella storia dell’uomo.

Nello stesso tempo, dobbiamo considerare che l’esperienza dell’Incarnazione non è “un fulmine a ciel sereno” perché questa presenza di Gesù nella nostra vita segna la storia dell’uomo. Dio accompagna la storia con il suo disegno provvidenziale attraverso cui testimonia la sua fedeltà. È l’uomo che decide, poi, di voltarGli le spalle con il peccato originale: non possiamo parlare dell’esperienza della venuta di Gesù, infatti, senza passare per il peccato originale “a causa” del quale l’uomo ha bisogno di salvezza.

Ed è la mia situazione che ha bisogno di quel prezzo. L’umanità ha esigenza di recuperare la dimensione redentiva in modo importante e decisivo. Ecco perché la presenza di Dio che entra nella nostra vita è condizione di possibilità di vivere che necessariamente si riallaccia al disegno di Dio. E questa dimensione è particolarmente indicativa per la vita dei consacrati in quanto, con la loro vita, vogliono anticipare la condizione di pienezza a cui Dio li chiama. Sollecitandolo, per ognuno il Signore “si compromette” con la sua fedeltà.

Vivere la consacrazione significa esplicitare questo “patto” fin dal Battesimo perché l’umanità fa’ difficoltà a riconoscere la presenza del Signore e c’è bisogno di qualcuno che diventi profeta; quindi il consacrato ricorda l’Amore di Dio e di come solo in Lui viviamo la salvezza. La consacrazione a Dio è la testimonianza della forza di questo rapporto profondo con Lui che mi permette di essere profezia, testimone di quella pienezza per il Regno dei Cieli. Chi ci incontra deve “leggere” quello che annunciamo perché noi siamo chiamati a vivere ed a far vivere tutto questo in una discontinuità precisa con la vita mondana: questa è la ricchezza ma anche la responsabilità dei consacrati nei riguardi di Dio e di fronte alla Chiesa.

Caravaggio, Riposo durante la fuga in Egitto

Altro momento intenso, la Professione di Fede di Maria Grazia Frappaolo, che ha sancito la conclusione della I Tappa del suo Itinerario formativo nell’Ordo Virginum dell'Archidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno.

Precedentemente, in un contesto di preghiera e di meditazione, dopo la preghiera dei Vespri, si era svolto il confronto sulle Beatitudini, partendo dalla prima, “Beati i poveri in spirito”, che vedrà impegnate le Consacrate e le Consacrande nella Formazione per quest’anno 2011-2012.

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Sussidio per la celebrazione Eucaristica

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