E vide e credette!

Nella scintillante e fantasmagorica cornice natalizia di una Salerno addobbata a festa ed inondata di giochi di luci, che fanno rimanere in estatica contemplazione i bambini che, con i nasini all’insù, ammirano senza parole le meraviglie ideate dalla creativa ma limitata fantasia umana, la Luce vera è entrata nei nostri cuori e ha capovolto la Storia.

In questo contesto si incastona il desiderio - concretizzatosi lo scorso 27 dicembre - delle Vergini Consacrate dell’Ordo Virginum di Salerno di celebrare l’Eucaristia con il proprio Pastore, per dire un Grazie Speciale al Signore per essersi fatto Bambino e per aver donato loro la Consacrazione quale mezzo per renderLo presente e testimoniarLo ai fratelli assetati di Lui.

S.E. Mons. Luigi Moretti ha ricevuto nel pomeriggio il Delegato don Alfonso Capuano e l’Ordo Virginum diocesano in Episcopio. Dopo un iniziale momento di accoglienza in clima familiare, durante il quale il Vescovo con attenzione ha chiesto notizie in merito alle situazioni complessive e personali nonché alle attività avviate per l’organizzazione del Convegno Regionale dell’Ordo che si terrà il 15 maggio 2011 presso il Seminario Metropolitano di Pontecagnano - Faiano, è seguita la Celebrazione Eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo, concelebrata dal Delegato, animata dalle Vergini Consacrate della Diocesi.

Durante l’Omelia, Mons. Luigi Moretti, ha sottolineato ripetutamente come il Tempo del Natale sia un tempo favorevole per cogliere il mistero dell’Incarnazione, specificità della fede cristiana: Dio si fa uomo e colloca l’umanità tutta intera, nulla escluso, nell’esperienza della Salvezza. Gesù entra nella Storia per entrare nella nostra vita; lasciarlo entrare significa impegnarci affinché in noi non ci sia niente di non redento.

Il rapporto con Dio, vissuto in ogni aspetto della vita, diventa riscoperta del cammino di fede, quella fede che in Pietro e Giovanni raggiunge la sua pienezza al momento dell’arrivo al sepolcro e si “racchiude” in quel VIDE e CREDETTE.

Con l’Incarnazione noi entriamo nel presente di Dio e Dio entra nel nostro presente. Ed è perciò importante che ci interroghiamo su quale rapporto abbiamo con la Parola di Dio, in particolare con la Parola celebrata.

Mons. Moretti ha consegnato ai nostri animi un pensiero che gli sta molto a cuore: l’esperienza del peccato è legata al nostro NO all’Amore di Dio. Noi possiamo diventare bravi nella misura in cui diciamo il nostro sì al Signore e facciamo esperienza di Colui CHE È PER ME, altrimenti Gesù “si è fatto un viaggio a vuoto”.

C’è bisogno di operare un salto di qualità passando dall’appartenenza ad una religione ad un’esperienza di fede, da un rapporto con Dio basato solo sulla “buona educazione” all’aprirsi all’Amore divino, che non è una dinamica del “meno possibile”, ma esigenza sempre più grande di donazione piena.

Queste esortazioni, valide per ogni battezzato, assumono un rilievo particolare per i consacrati, chiamati a parlare di Gesù come di Qualcuno che “ci appartiene”. E con l’augurio che il Signore possa essere IL RISORTO, annunciato a chiunque ci incontra come Colui che viviamo nella gioia, Mons. Moretti ha concluso la Santa Messa e ha congedato l’Assemblea.

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Sussidio per la celebrazione Eucaristica

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