Il frutto dello Spirito!

Nonostante i peggiori auspici per un giorno dal risveglio copiosamente bagnato da una pioggia battente di un temporale incalzante, la consueta trasferta di fine anno a Colliano SA è stata caratterizzata dal sapore della semplicità, dal calore della comunità, dalla meraviglia della sorpresa.

L’Ordo Virginum diocesano, con il suo Delegato, il 1° maggio ha celebrato un evento intenso di catechesi, formazione, preghiera, convivialità. Dopo un momento iniziale vissuto nella gioia di riabbracciarsi - presso la badia di Bisigliano SA, dedicata alla Madonna dell’Annunziata - intorno ad una squisita e saporita colazione allestita a base di bevande e di dolci e rustici rigorosamente realizzati in casa con gli splendidi prodotti locali, la giornata è andata avanti con il saluto dell’Amministrazione Comunale nella persona dell’Assessore Giacomo Cavallo e del Parroco dei “Santi Pietro e Paolo” Don Antonio Pisani.

La parte centrale della mattinata è stata scandita dalle slide preparate sul Tema della Formazione diocesana dell’anno in corso, Il frutto dello Spirito, precedute dalla presentazione dell’Ordo Virginum. In particolare è stato sottolineato come la vergine consacrata nell’Ordo sia a servizio della Chiesa, in quanto sposa di Gesù.

Partendo poi dal brano della Lettera di S. Paolo ai Galati 5,1-25 e ponendo con delicatezza lo sguardo all’uditorio composto anche da molti ragazzi, attraverso l’uso strategico e mirato di battute per alleggerire un argomento di non facile metabolizzazione neanche per gli adulti convenuti, si sono approfondite la conversione di Paolo, la libertà di amare e servire fino ad arrivare al cuore della trattazione, Dono di Dio del quale prenderci cura e far crescere in noi.

Da questo alla corresponsabilità, a livello di logica, il passo è breve: vivere in Dio significa condivisione e comunione. Da tutto questo ne consegue che uomini buoni danno vita ad una società ripiena dello Spirito Santo nella quale il vero digiuno è quello dal male. Il dominio di sé, infatti, è la capacità di tenere lontano quello che mi allontana da Dio. La mitezza è Gesù “mite ed umile di cuore” in un raro ritratto descritto dalla Sacra Scrittura. Essere fedeli a Dio ed agire con bontà ci aiuta a percepire cosa è bene per l’altro, dov’è la mia felicità e cosa posso fare di buono per gli altri. La benevolenza ci indica come essere utili agli altri e la pazienza ci insegna come non diventare schiavi del tempo. La pace di Gesù è quella che fa bene all’anima e riempie la vita di senso e di gusto. La gioia di Gesù non dipende dalle circostanze favorevoli e l’Amore è la vetta dello Spirito. Con un ribaltamento “cronologico” i frutti dello Spirito sono stati trattati, seguendo le tracce delle meditazioni di Don Fabio Rosini, sacerdote romano, dal meno impegnativo al più ricco di spessore.

Al termine, quale testimonianza che il frutto dell’amore può diventare anche offerta e dono totale di sé a Dio ed alla Chiesa, in occasione del decimo Anniversario di Consacrazione di Carmelina Vuocolo nell’Ordo Virginum dell’Archidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, è stato riservato un piccolo spazio celebrativo durante il quale è stato dato risalto a questa ricorrenza attraverso il ricordo del Rito in Cattedrale, avvenuto il 16 aprile 2004 e la consegna alla festeggiata della Benedizione Apostolica del Santo Padre Francesco e di un omaggio floreale, confezionato a mano.


Successivamente la Santa Messa, animata dal Coro di Colliano, ha riportato tutti ad un clima raccolto e, durante l’Omelia, il celebrante, tra l’altro, ha sottolineato quanto sia importante che la comunità, nell’armonia dei singoli talenti, sia orientata al servizio.

La conclusione del pranzo è stata affidata ad una torta composta dall’insieme dei simboli significativi per le Consacrate dell’Ordo: il Libro delle Ore, il Velo, l’Anello, nonché quelli eucaristici del grano e dell’uva. È stata una giornata copiosa di Grazia e benedetta dal Signore anche con la clemenza del tempo. L’appuntamento al prossimo anno è scaturito dal desiderio di un cammino comune e da quello di vederci impegnati, secondo la volontà di Dio, nella missione dell’annuncio “in tutto il mondo”.


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