DON GIOVANNI GAUDIOSI, PARROCO DI COLLIANO,

E’ TORNATO AL PADRE

Come Parrocchia stavamo pensando, negli ultimi tempi, come e quando accogliere il nuovo Arcivescovo, ma mai avremmo creduto di riceverlo nella nostra Comunità in un giorno così triste e doloroso.

Mercoledì mattina, 15 marzo, si è spento improvvisamente il nostro caro don Giovanni Gaudiosi, parroco della Chiesa “Santi Apostoli Pietro e Paolo” in Colliano. La sera prima aveva celebrato, come sempre, la santa Messa. Tornato a casa, aveva cenato ed era andato a dormire, ma il Signore ha voluto chiamarlo a sé durante la notte.

La salma è stata deposta ai piedi dell’altare nella Chiesa madre e una moltitudine di fedeli ha vegliato fino alla celebrazione Eucaristica del giorno dopo, presieduta da S.E. Mons. Luigi Moretti, unito ai tanti sacerdoti dell’Arcidiocesi.

Oltre ai numerosissimi fedeli collianesi e dei paesi circostanti, hanno partecipato al rito funebre i sindaci di Colliano, di Valva, di Castelnuovo di Conza, di Contursi Terme, di Palomonte, di Caggiano, nonché il Comandante e il Vice Comandante della Stazione Carabinieri di Colliano e una Delegazione della Guardia di Finanza di Battipaglia.

La celebrazione è stata molto commovente ed intensa e l’Arcivescovo, nella toccante omelia, ha lodato l’operato di don Giovanni e confortato la comunità in pianto.

Il sindaco Antonetta Lettieri, volendo dare l’ultimo saluto a don Giovanni, ha ricordato che la Comunità di Colliano si stava preparando a festeggiare il suo ventesimo anniversario di permanenza nella Parrocchia. Ha sottolineato che l’esistenza di don Giovanni su questa terra è stata breve, ma intensa perché la sua costante presenza ha impreziosito il tessuto sociale di questa collettività che lo annovererà sempre come uno dei suoi figli più cari. Rivolgendosi, poi, all’Arcivescovo in un accorato appello, ha detto: “Eccellenza Rev.ma, le rivolgo un’ultima richiesta, a nome mio personale e di tutta la Comunità che rappresento: non ci abbandoni, non ci lasci soli!”.

Anche Giacomo Cavallo, responsabile del gruppo catechistico e uno dei più stretti collaboratori, nonché Assessore comunale, ha tenuto l’elogio funebre, presentando don Giovanni “coreaceo e resistente”, come egli soleva sempre definirsi, paragonandosi alle “pietre di monte Marzano". Con malcelata emozione ha affermato che molti sogni si sono infranti per la scomparsa repentina e dirompente, simile ad un fulmine che attraversa e squarcia, con inusitata violenza, un cielo limpido e sereno. “A volte ci siamo anche scontrati, ha continuato Giacomo, in un civilissimo confronto dialettico con il suo carattere spigoloso, ma abbiamo imparato a convivere con esso e a trarne il migliore degli insegnamenti”.

Ma chi era don Giovanni? Ordinato sacerdote nel 1965 fu prima parroco di Puglietta e poi di Castelnuovo di Conza. Nell’agosto del 1991, fu nominato, da S.E. Mons. Grimaldi, successore del compianto don Guido Ciaglia, tornando, così, da sacerdote nella Parrocchia del suo paese natale, quella stessa Parrocchia che lo aveva visto muovere i primi passi verso il sacerdozio.

Dovette lavorare molto, sia sul piano pastorale che sociale ed organizzativo, per le numerose difficoltà conseguenti al grave sisma del 1980 che aveva colpito tutto il paese. Nella sua febbrile attività, seguì con interesse e scrupolosità la ricostruzione della Chiesa madre, riaperta al pubblico nel novembre del 2000.

Oltre che sacerdote é stato anche un uomo di grande cultura, svolgendo la sua attività di insegnante di Religione nelle Scuole Medie di Colliano e dei paesi limitrofi e nella Ragioneria di Contursi Terme; successivamente è stato docente di Teologia presso l’Istituto di Scienze Religiose di Salerno.

Inserito nella Comunità di Colliano e accolto con entusiasmo e grandi aspettative da parte di tutti, si è impegnato quotidianamente per circa vent’anni. Pastore vigile e dinamico, aperto a tutte le problematiche, ha dato al paese un volto nuovo dai caratteri ben definiti. Con lui e sotto di lui sono nati numerosi gruppi operativi su tutto il territorio. Oltre a quello catechistico già esistente, hanno preso forma, pian piano, la Schola Cantorum, l’Apostolato della preghiera, il Gruppo liturgico, il Gruppo della Divina Misericordia e quello per l’assistenza agli ammalati ed agli anziani.

Devotissimo alla Madonna, ha desiderato e ripristinato, con l’aiuto dell’Amministrazione Comunale, il culto alla Vergine “Annunziata” di Bisigliano nell’antica badia, considerata da lui stesso, un’oasi di pace e di beatitudine. Rivolgiamoci, perciò, alla Vergine Maria che lo accolga nel suo santo manto e lo presenti al Figlio suo come devoto servitore della verità.

A noi, Maria volga uno sguardo pietoso e mandi presto, in questa Comunità, improvvisamente orfana, un sacerdote "che consacri ostie, ma soprattutto anime”. Al Signore chiediamo: “Donaci, o Signore, preti dalle ginocchia robuste, che sappiano sostare davanti a te, preti che sappiano adorare, impetrare, espiare; preti che non abbiano altro recapito che il tuo Tabernacolo. E dimenticavo: rendici degni di avere tali preti”.

Ciao don Giovanni, non ti dimenticheremo!

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