Rallegratevi!

2 giugno: Festa della Repubblica - obiettivo, quest’anno, di molteplici parole contrastanti sull’opportunità di festeggiare o meno, ricordare o no, su come rispettare il dolore dell’Emilia - l’Ordo Virginum ha vissuto la ormai consueta “trasferta” di fine anno a Colliano, in un clima raccolto di meditazione e di preghiera.

A ricevere il Delegato, le Consacrate e le Consacrande presenti, uno splendido sole, foriero dell’imminente arrivo di un’estate limpida che solo paesaggi come quello dei paesi dell'alta valle del Sele sanno offrire, nonché la calorosa e sentita accoglienza della Comunità Parrocchiale dei “Santi Pietro e Paolo” e del suo Parroco, Don Antonio Pisani che, fin dall’inizio della giornata, hanno manifestato la propria vicinanza - dall’allestimento di una gustosa, abbondante ed invitante prima colazione a base di frutta e di dolci tipici, rigorosamente preparati “in casa”, all’animazione liturgica della S. Messa, all’accompagnamento al pranzo comunitario ed al Tour alla frazione di Collianello, che dista circa un Km e mezzo dal medesimo Comune di Colliano, cui essa appartiene, per visitare i resti del Castello normanno.

Il Parroco, anche se per ulteriori impegni pastorali non ha potuto partecipare all’intero evento, non ha mancato di far sentire la sua presenza attraverso “puntate” multiple durante la Catechesi e negli altri momenti topici. La Catechesi è stata curata dal Delegato Diocesano dell’Ordo Virginum di Salerno-Campagna-Acerno, Don Alfonso Capuano.

Conclusione naturale del Programma 2011-2012 sulle Beatitudini - “queste grandi sconosciute” - il versetto 11 del capitolo 5 del Vangelo di Matteo: “Beati voi, quando vi insulteranno, vi perseguiteranno, e mentendo diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli, così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi”. Le beatitudini sono rivolte a tutti: ma c'è questa postilla che è rivolta esclusivamente ai discepoli. Gesù dice: soffrirete persecuzioni, sofferenze forse anche mortali, ma rallegratevi perché non potranno farvi niente: la promessa dei cieli è una vita indistruttibile! Le beatitudini, quindi, si chiudono di nuovo con un'immagine positiva.

Nel versetto successivo c’è un monito abbastanza severo: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale impazzisce con che lo si salerà? A null'altro è buono se non a essere gettato fuori e calpestato dagli uomini”. Le beatitudini sono la nuova alleanza di Dio con l'umanità e a quanti le accolgono Gesù dice: voi siete il sale della terra; il sale, che prima dell’avvento del frigorifero, permetteva la conservazione degli alimenti, dà validità a una alleanza, a un documento, è il sale dell'alleanza.

Il nostro impegno di fedeltà al programma delle beatitudini, ci conduce a una piena felicità, ma è una grande responsabilità perché il nostro comportamento deve rendere attuale, valida e perenne l’alleanza di Dio con l'umanità. Quanti si presentano come seguaci di Gesù a parole, cristiani o per emblemi che portano fuori, segni distintivi, ma poi non vivono il suo messaggio nella pratica, meritano, dice Gesù, di essere disprezzati dagli uomini. C'è una parte dell'umanità che attende la nuova alleanza, attende il messaggio di vita; se noi che dovremmo essere i portatori falliamo in questo, siamo infedeli, meritiamo il disprezzo degli uomini.

Durante la Celebrazione Eucaristica non è mancato il pensiero e la preghiera per Don Giovanni Gaudiosi e l’Omelia ha sottolineato ripetutamente il Messaggio di un Dio che ama. Il brano di Giuda riveste un aspetto squisitamente connesso con le Beatitudini: il cuore legato alla felicità dell’altro: è necessario prendere a cuore l’altro e “preoccuparsi” anche della sua salvezza eterna”.

Dopo il pranzo che, quest’anno ha visto la vitalba quale ingrediente protagonista dell’assaggio del piatto tipico indigeno, la breve “escursione” a Collianello ha permesso di ammirare uno scenario ideale per chi vuole trascorrere una giornata a contatto con la natura ancora incontaminata. Lungo la strada si ha un colpo d'occhio di straordinaria bellezza su tutta la valle, fino al mar tirreno; si respira area pulita, è possibile passeggiare lungo i sentieri ai piedi dell’imponente Monte Marzano, in una suggestiva posizione intensamente panoramica, che domina la Valle del Sele, con una splendida natura che lo avvolge. Il territorio è ricco di prati e parchi, oasi protette ed aree rimboschite. È qui che crescono prelibati tartufi neri.

Il tempo è volato e, in un battibaleno, si è fatta l’ora del rientro che ci ha visti lasciare a malincuore le splendide attrattive naturali per reimmergerci nel frastuono dell’autostrada che ci ha riportati alla realtà cittadina. Il desiderio di ritrovarci presto ci ha spinti a chiederci istintivamente per il prossimo anno, cosa organizzare, in quale data, in quale luogo caratteristico ancora da scoprire … affidiamo tutto nelle mani del Signore affinché continui ad aprire la strada al nostro procedere personale e quotidiano e Lo ringraziamo per l’immenso dono di questa esperienza vissuta insieme, all’insegna della semplicità e della contemplazione.

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