Un rivelatore clima gioioso e familiare ha caratterizzato l'Incontro Regionale dell’Ordo Virginum della Campania, il 19 aprile, presso il Centro “Giovanni Paolo II”, dallo splendido panorama, a Cesarano Mugnano del Cardinale AV, il primo convocato dal Delegato - da dicembre 2014 - per la Commissione Episcopale Campana alla Vita Consacrata, il padre benedettino abate Michele Petruzzelli e curato nei minimi dettagli dalle sorelle della Diocesi di Aversa: dalla colazione al pranzo, al delizioso segnaposto angioletto al bel simbolo, consegnatoci dopo la Santa Messa, entrambi realizzati a mano. In particolare, nel simbolo, i doppi petali sovrapposti rappresentano i quattro bracci di una croce congiunti al centro da una perla, segni della nostra unione inscindibile allo Sposo e della bellezza nonché della preziosità di ognuno di noi.

Positiva ed accogliente la presenza del Delegato, don Pasquale De Cristofaro, che ha sottolineato già dal saluto iniziale la forte volontà di ottenere la realizzazione di un evento del genere, soprattutto espressasi attraverso un intenso impegno diocesano di preghiera in tal senso, che è culminato in un’Adorazione Eucaristica ed in un annuncio pubblico. Il Delegato ha anche porto le scuse sentite di Mons. Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa, per la sua assenza oggi, in quanto ha dovuto sedare gli animi in una delicata trattativa volta ad evitare il licenziamento di ca. 1000 operai della Indesit coinvolti in problemi lavorativi.

Durante le presentazioni delle 10 Diocesi convenute, sono emerse, come stille di rugiada, le storie di vissuti munifici e sempre copiosamente intrisi di gioie e dolori che, come in tutte le storie umane, aiutano a crescere, a maturare, a scegliere … in definitiva AD AMARE! È stato il momento più intenso e più emozionante e coinvolgente dell’intera giornata. Gli applausi che sgorgavano spontanei dal cuore erano densi di vicinanza e di sostegno alla persona che parlava e che ci onorava del dono di un pezzetto del proprio tesoro che compone il variegato mosaico del bagaglio a corredo di ogni creatura di Dio, per questo irripetibile e pregiato.

Dopo la riflessione del Delegato di Aversa sull’importanza di riuscire a “sentire” lo Spirito e sulla disponibilità a salire in alto, con una scherzosa battuta sul forte vento incontrato al nostro arrivo a destinazione e l’efficace sottolineatura che l’Ordo Virginum è conosciuto solo attraverso la testimonianza delle consacrate, è stata la volta della Relazione dell’Abate, dal titolo “La fedeltà della vergine consacrata”.

Innanzitutto il padre si è dichiarato “contento di essere qui!”, anche mediante i cioccolatini che ha voluto regalarci. Poi, con riferimento alle non poche difficoltà incontrate, talvolta, dal riconoscimento del nostro “esistere” da parte di qualche Vescovo, ci ha rassicurate che ha sperimentato personalmente che tutti curano e cercano di far fiorire i carismi. Superata brillantemente la parte introduttiva, il Relatore è passato a trattare il punto fondamentale del Tema affidatogli, partendo dall'inquietudine di S. Bernardo il quale, quando si sentiva agitato e “sballottato”, si fermava e si diceva: “Bernardo, perché sei venuto in monastero?”. E ci invitava e ripercorrere idealmente il medesimo itinerario, cominciando con il chiederci: “Perché sono venuta oggi? Cosa mi aspetto che il Signore mi chiarisca?”. Ne traiamo alcuni spunti salienti.

Bisogna tendere alla santità, avere la disponibilità a STARE con Gesù che aspetta questo momento per parlarci “a quattr'occhi”. Dio è fedele: questo è un attributo bello, frequente e significativo. Essere fedele è essere riusciti a divenire come il nostro Dio, nella fedeltà. Una sposa è fedele quando vuole bene SEMPRE al suo Sposo e Signore. AMARE SEMPRE: fare della propria vita il riferimento ad un Altro; riuscire a far diventare impossibile vedere l’una senza l’Altro. In questi casi, la caratteristica che ne consegue, è la reciprocità. Dono la mia vita, il mio tempo, la mia disponibilità, il mio cuore, vivo nell'obbedienza. Quando AMO qualcuno o qualcosa, ho sempre tempo: dare il proprio tempo è riconoscere la presenza di un altro, è amare! Dare il proprio cuore, non emarginare nessuno, non emarginarsi; quando non ci si sente amati, si cerca altrove … Dio da a ciascuno di noi doni particolari e donarli sono un modo di esprimere fedeltà ed amore (cfr Pt 4: “Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta ...). La Vergine Maria è la risposta generosa a dare la propria disponibilità. Accettare di fare quanto richiesto come obbedienza crea dipendenza, che dice chi ho scelto. Il segno dell’obbedienza è il segno del nostro amore a Dio. Un altro aspetto dell’obbedire è quello al bene comune perché, in quel momento, posso vedere cose che prima non potevo neppure immaginare. Il padre ha concluso con la citazione della seconda Lettera a Timoteo, capitolo 2, 11-3: la fedeltà supera la fragilità della mia vita.

La chiusura definitiva se l’è catturata don Pasquale il quale, “innamorato” dell'Ordo Virginum, l’ha voluto definire quale immagine autentica della Vita Consacrata della Chiesa di domani. “Voi siete le maestre dell’amore!” ci ha “apostrofato”, con l’invito a crescere nell'unità tra di noi ed a livello regionale. Nell’Omelia della Celebrazione Eucaristica a lui “assegnata” dal presidente Dom Michele Petruzzelli, Don Pasquale De Cristofaro, intravvedendo un legame con la riflessione mattutina, lo ha ringraziato perché “mi permette di parlare ad una realtà che amo, amo amo!” L’Ordo Virginum, ha proseguito aggiungendo tra l’altro, è chiamato alla testimonianza e la sua essenza è l’invito alla conversione. “Dovete essere delle provocatrici alla conversione per il Signore!”. In realtà la crisi è crescita e la superiamo solo attraverso la conoscenza e, attraverso l’amore, arriviamo all'umiltà. “Se ci sono le tenebre, non imprecare contro le tenebre, accendi una candela e accendila anche alla tua amica … e sarà un incendio!”. Per concludere, Don Pasquale, attingendo al “Pace a voi!” di Gesù nel Vangelo, ci ha sottolineato come siano racchiusi i presupposti della Risurrezione. L’Ordo Virginum è il Cristo che vuole essere “toccato”. Con l’invito finale al sorriso, alla grazia, alla gentilezza nella battuta “NO FF BUT SF” No alla faccia da funerale, abbiate facce da SMILE, ci ha detto che l’Ordo Virginum è la gioia di Gesù, la gioia della Chiesa. AMEN!

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