Il 6 ottobre, durante una solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da S.Em.za il Card. Crescenzio Sepe, nella splendida Cattedrale di Napoli, Anna, Concetta, Diana e Giuseppina hanno detto il loro “Sì” allo Sposo, entrando a far parte dell’Ordo Virginum della Diocesi di Napoli.

Un evento di grazia, incastonato tra i tanti che caratterizzano questi giorni, che il Cardinale ha definito “bisognosi di testimonianza”. Il 7 ottobre, giorno della Supplica alla Vergine di Pompei, nel Mese Missionario, quest’anno segna l’inizio del Sinodo dei Vescovi, XIII Assemblea generale ordinaria sul tema de “la Nuova Evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana” (7 - 28 ottobre 2012) e l’11 ottobre il Papa aprirà l’Anno della Fede (11 ottobre 2012 - 24 novembre 2013).

Le Vergini Consacrate provengono da vissuti esperienziali e culturali diversi; da ambiti lavorativi forse lontani: una ricamatrice, un’impiegata della Regione, una babysitter ed un’insegnante di Matematica e Fisica al Liceo; eppure il senso del loro incontro è quel desiderio di gridare il loro amore allo Sposo, di affermare la propria volontà di dono a Dio ed ai fratelli, di farsi pane spezzato come quel “Seme” che è marcito per primo, sulla Croce, affinché al mondo fosse restituita la Salvezza dal peccato per essere, con le parole del Cardinale, “testimoni nel mondo della vita in Cristo e nella Chiesa, rispondendo con generosità alla chiamata del Signore, nella libertà e nella sincerità del cuore, accendendo la lampada per entrare con Lui alle nozze, con Colui il cui Volto si stampa nelle nostre anime per essere un segno concreto e reale per quanti cercano, a volte affannosamente, Cristo”.

Il Cardinale ha evidenziato che le quattro Vergini, Consacrate oggi, vanno ad aggiungersi alle sette Vergini diocesane ed alle dieci consacrande in Formazione e ha invitato tutte a “vivere la Missionarietà quale caratteristica della Spiritualità dell’Ordo Virginum: vivere in empatia con i fratelli, soprattutto poveri, nel servizio a loro, con dolcezza, bontà, solidarietà perché il Signore ci invia e non ci lascia soli. Dobbiamo rimanere uniti a Cristo per vivere con entusiasmo ed incarnare la vita della nostra società e, allora, saremo veramente prossimo. Tutto dobbiamo realizzare nel Nome di Cristo, con la forza dello Spirito perché Cristo sia tutto in tutti”. Ha esortato tutti ad invocare la Vergine Madre affinché anche nel dolore riusciamo a testimoniare la presenza di Cristo.

L’orologio ha scoccato il rintocco fatidico che invitava a rientrare, prima che il treno lasciasse il binario … ma il cuore è rimasto in meditazione per custodire un frammento di Storia, un passetto verso la Meta, una Lode di ringraziamento inespressa al Creatore, una Speranza di nuova primavera ecclesiale, un pezzetto di Cielo arrivato fino a noi.

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