“Chi ben comincia …” una buona tradizione o, come si definirebbe in termini “tecnici”, una buona prassi che si rinnova o meglio, che si tramanda. Il 18 dicembre S.E. Mons. Andrea Bellandi ha celebrato per noi, per la prima volta, la Santa Messa nel periodo natalizio, così come il suo predecessore, Mons. Luigi Moretti, aveva fatto nel corso del suo episcopato confermando la disponibilità e l’attenzione dichiarateci ad agosto, durante l’iniziale incontro conoscitivo presso la Curia Arcivescovile ed inaugurando quella che auspichiamo sarà una fitta serie di appuntamenti che ci daranno modo di costruire negli anni un profondo rapporto spirituale con il nostro Pastore.

Ad aprirci le porte della propria casa, la signora Rita Bove Capuano insieme a suo figlio, Don Alfonso, Delegato dell’Ordo Virginum diocesano, che ha concelebrato. Dopo un introduttivo momento informale di saluto, è iniziata la sentita ed attesa Celebrazione Eucaristica e, nell’Omelia, il Vescovo ci ha detto, tra l’altro che “il Signore è la salvezza del povero”. Riportandosi alla Lettura di Isaia, nella Liturgia della Parola della domenica precedente, ha sottolineato come egli invitasse alla gioia soprattutto coloro che hanno ginocchia deboli, perché viene il Salvatore. “Occorre riscoprire la nostra dimensione di povertà e di bisogno nonché quello che ci impedisce di gioire e di accorgerci della venuta del Signore. Con la Sua Venuta, facciamo esperienza di un Medico, di un Salvatore che viene ad accompagnare la nostra fragilità ed il nostro niente. NON SIAMO SOLI! È un Amico che non ci abbandona! Il Natale ci segna per sempre, a condizione che questa povertà, questa semplicità la riguadagniamo”.

È passato poi a considerare la figura di Giuseppe che “è un uomo giusto, accetta che un disegno più grande si inserisca e lui venga condotto alla giustizia secondo la rivelazione della fede. La fede di Giuseppe è un verbo: prese con sé la sua Sposa. Si mette a servizio. Lui partecipa a questo disegno misterioso nel quale è coinvolto. Custodisce con la sua premura la storia del Figlio e di Sua Madre”. Ancora, ha aperto alla vita del cristiano che “è particolarmente rappresentata dalla figura di Giuseppe” e all’Ordo Virginum che ha “una vita che vive di questa Consacrazione quasi nascosta eppure così indispensabile e fondamentale nel disegno di Dio”. Ha concluso esortandoci tutti a pregare per essere collaboratori umili ma fedeli per custodire il Figlio. “Che il Natale ci faccia conservare nel cuore umiltà e disponibilità”. Il pomeriggio è proseguito con un simpatico botta e risposta di battute, l’agape fraterna, la foto di rito e si è concluso con lo scambio di auguri per le sante festività ormai imminenti.

Il Signore, anche questa volta, si è “impegnato” affinché tutto andasse per il meglio e ci ha preso per mano fin nelle piccole cose regalandoci attimi di Grazia, come il bel tempo, ad esempio. Possiamo senz’altro annoverare anche questo come un altro tassello del misterioso mosaico che il Signore sta componendo con il nostro piccolo germoglio e con il naso per aria per la meraviglia, grati, non possiamo che pronunciare commossi una sola parola: “Grazie!”.

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