“Costruire la speranza! Più grave del pur grave degrado economico e sociale è la rassegnazione … Bisogna reagire con coraggio … Si tratta, insomma, di affermare, a tutti i livelli e in tutti i ruoli, il primato dell’uomo … il primato dell’amore. Non è questa per voi … una grande sfida? Sì … siete chiamati a costruire la speranza”.

Queste furono tra le prime parole che San Giovanni Paolo II rivolse al popolo nolano durante la sua visita del 1992 e noi vogliamo farle nostre nel manifestare l’intensità e la letizia che hanno accompagnato, nella giornata dell’8 luglio, l’Incontro tra le sorelle dell’Ordo Virginum della Campania ospitato dalla Diocesi di Nola e tenutosi presso il Seminario Vescovile, al quale abbiamo preso parte con Rosa e Greta, accolte dal Rettore Don Gennaro Romano.

L’Incontro ha visto il suo svolgimento nella storica Biblioteca del Seminario e ha avuto inizio, dopo un sostanzioso quanto ristorativo benvenuto, con la recita comune dell’Ora Terza e, per rendere ancora più efficace il simbolo della nostra presenza, è stata tenuta accesa una lampada sulla sede della Relazione e sull’altare della Cappella, durante tutta la durata dell’evento.

La Meditazione “Siate santi come Io sono santo” sull’Esortazione apostolica “Gaudete et Exsultate” di Papa Francesco è stata affidata alla cura di Don Alfonso Pisciotta, Delegato diocesano per la Vita Consacrata, già Rettore del Seminario il quale, dopo un caloroso saluto pieno di vicinanza al nostro Ordine, ha voluto evidenziare come il nostro Carisma sia il futuro della Chiesa oggi e ha voluto sottolineare quanto sia importante per ogni cristiano capire e vivere a fondo il proprio Battesimo perché, senza questa dimensione, qualunque tipo di scelta svanirà nel tempo.

Oggi c’è bisogno di gente autentica che riconosca il posto dove l’ha messa Gesù. In un dibattito dinamico, ricco di citazioni e di testimonianze, Don Alfonso ci ha esortato anche a porci degli interrogativi che ci hanno accompagnato nelle nostre riflessioni successive:

  • Come si annuncia oggi l’Incarnazione “fragile” del Figlio di Dio?
  • Sto facendo la volontà di Dio? O la mia?

In un passaggio successivo, focalizzando l’attenzione sulla nostra identità di consacrate, il Relatore ci ha sollecitato a rileggerla sempre ed unicamente davanti a Gesù Crocifisso e Risorto e davanti all’Eucaristia e a tener presente che essa va curata perché dobbiamo essere riconoscibili dalla bellezza del nostro rapporto con il Signore sulla Via Pulchritudinis.

Dobbiamo far sentire a chi ci incontra la fame della Parola di Dio, la fame di un Dio che è vita, si comunica ed istituisce l’Eucaristia. Dobbiamo fare sul serio per quello che il Signore ci chiede perché “nella notte più oscura nascono i più grandi profeti e i santi” (Santa Teresa Benedetta della Croce - GE 8). Dobbiamo curare quello che il Signore ci dona, anche se i limiti della ragione rischiano di farci allontanare dalla consapevolezza dell’immensità dei doni ricevuti (cfr. GE 43). “La prima di queste grandi caratteristiche è rimanere centrati, saldi in Dio che ama e sostiene” (GE 112 - Don Alfonso ha condiviso con noi la sua esperienza di aver trascorso l’intero mese di maggio su quest’unico paragrafo).

“È necessario lottare e stare in guardia davanti alle nostre inclinazioni aggressive ed egocentriche per non permettere che mettano radici” (GE 114 - A questo proposito Don Alfonso ci ha raccomandato come gli Esercizi Spirituali siano un ottimo modo per riordinare la propria vita spirituale). In definitiva, attraverso il Battesimo che abbiamo ricevuto, riscopriamo la nostra chiamata alla santità in un cammino che deve aiutarci a crescere e la esprimiamo con la totalità dell’offerta della nostra vita di Pasqua, come Gesù, nell’amore sponsale perché siamo strumenti “scassati” di cui Dio si serve. A coronamento è stata recitata coralmente la Preghiera conclusiva dell’Istruzione sull’Ordo Virginum della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica “Ecclesiae Sponsae Imago”.

La Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal Vescovo, S.E. Mons. Francesco Marino, nella Cappella del Seminario, il quale ha voluto inviare i suoi saluti a tutti i Vescovi delle Diocesi presenti, tramite le Consacrate convenute e, nell’Omelia, ha detto tra l’altro che la Liturgia del giorno ci ha richiamato al destino del profeta, dell’uomo di Dio nel modo con il quale egli interagisce con le persone a cui è mandato a portare la Parola di Dio che “non ci accarezza” perché corriamo il rischio di confonderLa con la ricerca di un aspetto consolatorio che non Le spetta in quanto essa ci inquieta e vuole essere anche un richiamo: il profeta rivendica infatti l’alleanza, la fedeltà ma subisce anche le conseguenze. Richiama i capi e a volte il compito sembra insostenibile ed essi vorrebbero sottrarsi: così i profeti vivono il conflitto pur rimanendo fedeli a Dio fino in fondo.

Non dimentichiamo che tutti siamo membri di un popolo profetico e che essere profeti significa passare attraverso questa esperienza: Dio non si ferma di fronte al peccato. Dobbiamo renderci disponibili a stare dentro al confronto Bene-Male sia per missione che per vocazione per condividere la passione di Dio. Essere donne di speranza, dunque, riuscire a rompere gli argini dell’indifferenza e cantare la nostra gioia di un amore che supera il grigiore del limite umano per colorarlo dell’arcobaleno della Grazia.

Dopo l’agape fraterna, il Complesso delle Basiliche Paleocristiane di Cimitile ci ha proiettate in un tempo storico risalente all’avvento delle prime comunità cristiane insediatesi nei territori grazie alla presenza di S. Paolo a Pozzuoli. In realtà le costruzioni, in origine, diedero vita ad una Necropoli (Cimiterium da cui Cimitile) e le sepolture erano fatte ad Santos cioè in prossimità delle tombe dei Santi. Al nostro arrivo il Referente diocesano, Don Salvatore Peluso coadiuvato dal sig. Umberto, ci ha accompagnato attraverso un percorso molto interessante fatto di racconti storici e di tradizioni popolari che si sviluppano soprattutto intorno alle figure dei Santi Felice in Pincis e Paolino da Nola. Con il tempo purtroppo molto del Patrimonio religioso ed artistico è andato perduto a causa dei fenomeni naturali e delle condizioni storiche ma oggi si sta cercando di riportare in auge un sito del “Crocevia della Spiritualità” ed il Vescovo ha affidato a Don Salvatore questa rinascita con la promozione di celebrazioni che aiutino a riscoprirne la natura sacra di preghiera e di raccoglimento.

Molto ci sarebbe ancora da raccontare ma lo spazio a nostra disposizione non ci consente di andare oltre. Per chi volesse approfondire:

Le Basiliche paleocristiane di Cimitile tra storia e misteri

Il Complesso Basilicale di Cimitile

All’uscita un ulteriore gesto gentile ci è stato offerto dal Parroco della chiesa prepositurale parrocchiale di San Felice in Pincis Don Cosimo Damiano Esposito che ha voluto farci ammirare le bellezze cultuali, artistiche e storiche della Parrocchia aprendoci appositamente la chiesa e facendoci dono dell’immagine del Santo al quale essa è intitolata.

Vogliamo ringraziare il Signore che ci sorprende sempre con i suoi doni e ci aiuta a sentirci uno anche con i Santi delle nostre terre che ci hanno preceduto e hanno tracciato quei sentieri che oggi ci permettono di ripercorrerli per continuare il nostro cammino verso di Lui.

Vogliamo ringraziare la Diocesi che ci ha ospitato nella persona del Vescovo, in quelle dei sacerdoti e delle sorelle per una giornata che ci ha visto porre un’altra maglia di quella rete di fraternità che sostiene la Chiesa del tempo, a cui Don Salvatore faceva riferimento.

Chi è online

Abbiamo 45 visitatori e nessun utente online