Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato

(Ger 1,5)

È con queste parole, prese in prestito dal profeta Geremia, che Rosa ha innalzato al Signore la sua lode, ripercorrendo con gratitudine i passi che l’hanno condotta, lo scorso 25 aprile, alla professione di fede, tappa importante del suo cammino di formazione alla consacrazione nell'Ordo virginum.

Ogni “” nasce dalla riconoscenza, cioè dalla capacità di riconoscere le meraviglie che Dio opera nella nostra esistenza, dalla consapevolezza di essere amati prima ancora che chi-amati.

E l’Ordo virginum diocesano, accompagnato dal delegato don Alfonso Capuano, ha accolto con gioia e commozione il dono di essere testimone di una nuova storia d’amore che il Signore Gesù sta intessendo con un’anima, pronta a seguirLo più da vicino, a donarGli la vita nel mondo e nella Chiesa, per il mondo e per la Chiesa. Come ha fatto Lui.

L’incontro, iniziato nel raccoglimento e nella preghiera, è proseguito nella gioiosa fraternità e nel confronto sull’importanza della formazione sia nella fase di preparazione alla consacrazione sia nella vita della vergine consacrata: alla luce della Nota Pastorale CEI sull’Ordo virginum e delle esperienze vissute sulla propria pelle, il dialogo è stato ricco di spunti interessanti e di riflessioni profonde.

La location particolarmente accogliente e familiare – la casa di Emilia – e la libertà di poter disporre con tranquillità di una giornata di festa per stare insieme senza fretta e vincoli di orario hanno aggiunto all'incontro mensile un sapore speciale, che ha lasciato nel cuore il desiderio di ripetere più spesso l’esperienza della fraternità, perché, parafrasando il salmo 132, è bello e dolce che le sorelle stiano insieme: “là il Signore dona la benedizione e la vita per sempre”.

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