… e della nostra Arcidiocesi!

“Non si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa” (Mt 5,15): in quest’ottica evangelica S.E.R. Mons. Gerardo Pierro ha proposto un cammino diocesano alla scoperta (o riscoperta) del prezioso dono dell’Ordo Virginum, presente nella nostra arcidiocesi da ben undici anni eppure poco conosciuto. E così, in vista della quarta consacrazione, fissata per domenica 7 ottobre alle ore 18 in Cattedrale, Mons. Pierro ha dato il via a questa intensa “maratona” diocesana di sensibilizzazione, catechesi e preghiera per la verginità consacrata nel mondo, che ha coinvolto le parrocchie “S. Agostino” e “S. Cuore Immacolato di Maria” di Salerno, “SS. Martino e Quirico” in Lancusi, “SS. Giuseppe e Vito” in Bivio Pratole, “S. Gregorio VII” in Battipaglia, SS. Pietro e Paolo in Colliano, il Seminario Metropolitano “Giovanni Paolo II” e la F.U.C.I. Federazione Universitari Cattolici Italiani.

Un suggestivo scorcio di Collianello, frazione di Colliano

Ogni incontro, a cura dell’Ordo Virginum diocesano e guidato dal delegato don Alfonso Capuano, è stato un’occasione di approfondimento di questa vocazione tanto antica (affonda le sue radici alle origini del Cristianesimo, nell’invito di Gesù alla verginità “per il regno dei cieli” Mt 19,12) quanto nuova ed attuale, soprattutto alla luce del Concilio Vaticano II e della chiara affermazione della dignità della donna nella Chiesa e nel mondo (“Mulieris dignitatem”, ad es.).

Dal 1970, anno di “rinascita” del rito di consacrazione delle vergini dopo secoli di “dimenticanza”, oltre quattrocento donne in Italia sono state pubblicamente consacrate dal proprio Vescovo diocesano e vivono la condizione di “sponsa Christi” nella quotidianità di una vita ordinaria, nel lavoro, nell’impegno civile e sociale, nell’attenzione materna per il prossimo, nella cura amorevole per la casa del Signore che è la Chiesa, nel dialogo costante con lo Sposo attraverso la preghiera.

La vergine consacrata non ha un carisma specifico, non ha l’obbligo della vita comunitaria, non ha un abito particolare: vive in pienezza la “regola dell’Amore… che non ha regole” (Mons. Bregantini), simbolo vivente del mistero nuziale tra Cristo e la Sua Chiesa, segno profetico ed escatologico di ciò che sarà alla fine dei tempi, quando non si prenderà “moglie né marito” (Lc 20, 35).

Si tratta di una vera e propria “provocazione” per la società di oggi, di uno “spreco” per la mentalità utilitaristica dei tanti Giuda (Gv 12,7) che valutano “l’importanza delle cose e delle stesse persone in rapporto alla loro immediata funzionalità” (dall’esortazione apostolica post-sinodale “Vita consacrata”), di un richiamo all’“essere più che al fare” (“Sacramentun Caritatis” n. 81) che interpella tutti i cristiani. Alla luce di ciò, molto viva e calorosa è stata la partecipazione agli incontri, vissuti nell’intensità della preghiera e del canto, nella semplicità e varietà delle testimonianze, nella spontaneità ed autenticità delle domande e del confronto, in rendimento di grazie al Signore, che sempre più arricchisce la Sua Chiesa dei doni preziosi dello Spirito. Compito nostro è saper accogliere con gioia questi doni, custodirli e farli fruttificare a lode e gloria del loro Autore.

Foto di gruppo con i componenti del coro polifonico della parrocchia SS. Pietro e Paolo di Colliano ed il parroco don Giovanni Gaudiosi

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Preghiera in preparazione alla consacrazione di Marianna

Incontro di catechesi e formazione in Seminario

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