VIVENTI PER DIO

Battezzati nel Messia Gesù, immersi nella sua morte, consepolti con Lui, camminanti in novità di vita, viventi per Dio, risorgeremo!”.

Questo canto, elevato con ardore da centottanta vergini consacrate e consacrande durante l’intensa veglia di preghiera tenutasi nel santuario della SS Pietà a Cannobio, può considerarsi la sintesi dei cinque giorni di incontro e confronto ecclesiale che ha riunito sulle sponde del lago Maggiore l’Ordo Virginum delle diocesi italiane per approfondire il tema della “Vita nuova nello Spirito”..

“Davvero preziosi sono stati i contributi offerti alla meditazione dalle relazioni ed omelie dei Pastori della Conferenza episcopale piemontese: Mons. Renato Corti, Vescovo di Novara, Mons. Francesco Guido Ravinale, Vescovo di Asti, Mons. Enrico Masseroni, Arcivescovo di Vercelli, Mons. Giuseppe Guerrini, Vescovo di Saluzzo, ed il Card. Severino Poletto, Arcivescovo di Torino.

E la gioiosa accoglienza della Chiesa per questo carisma antico e sempre nuovo si rivela anche attraverso la presenza del Nunzio apostolico in Italia, Mons. Paolo Romeo, che da anni segue con sguardo paterno il cammino della verginità consacrata nel mondo, partecipando attivamente agli incontri nazionali.

Dipinto della SS. Pietà di Cannobio, venerato per la miracolosa effusione di sangue del 1522

Ed in una vera dimensione di comunione ecclesiale ben si incastonano la riflessione sull’“esperienza della Chiesa in ascolto”, che ha visto come protagonista d’eccezione Madre Anna Maria Canopi, Abbadessa del Monastero Benedettino “Mater Ecclesiae” dell’Isola di S. Giulio, e la tavola rotonda in preparazione al convegno di Verona, che ha coinvolto i coniugi Bovani (che curano la rubrica di spiritualità familiare “Noi genitori e figli” su “Avvenire”), il prof. Andrea Olivero (Presidente nazionale delle Associazioni cattoliche dei lavoratori), la dott.ssa Dorina Campanari (socia della cooperativa Terra Mia per la prevenzione e cura della tossicodipendenza), la prof.ssa Clementina Mazzucco (dal 1978 ricopre la cattedra di Letteratura cristiana antica all’Università di Torino) ed il sig. Sergio Contrini (Presidente dell’Azienda di Servizi alla persona di Pavia).

Uno dei gruppi di studio

Le parole paoline “Non sono più io che vivo ma Cristo vive in me” attorno alle quali si sono snodati tutti i momenti dell’Incontro, dalla liturgia alle relazioni, dai lavori di gruppo alle serate di fraternità, sono piuttosto impegnative e mettono in luce la radicalità del cristianesimo, interrogando da vicino anche chi, rispondendo ad un’irresistibile chiamata d’amore, rinuncia al matrimonio ed alla maternità per seguire Gesù povero, casto ed obbediente nella normalità e quotidianità della vita.

“La Parola di Dio interroga e costringe ad un esame di coscienza: credo davvero a quello che dico?”, è stata la domanda introduttiva di Mons. Corti. Non bisogna mai perdere di vista che “la pienezza della rivelazione ha un nome, è una persona” (cfr. Dei Verbum) e che “la Parola illumina il mistero di Dio, il mistero dell’uomo, riguarda il senso dell’esistenza”.

Proprio perché la “Parola è una lunga lettera d’amore di Dio alla Sua creatura”, “la parola-chiave di tutta la Sacra Scrittura è sh’ma, cioè ascolta”, ha sottolineato con dolcezza madre Canopi, spiegando l’approccio alla lectio divina, che non è assolutamente uno “studio intellettivo, ma il tempo di stare ai piedi di Cristo in adorante silenzio”. Il consiglio è di “percorrere i giardini della Scrittura senza fretta e negligenza, ma di fare come le api e succhiare il nettare da ogni fiore per trasformarlo in miele nella nostra vita di ogni giorno”: se nella lectio “assorbiamo il sapore di Dio quelli che ci incontrano devono vedere in noi la presenza di Dio”!

Chiesa dei Padri Marinisti a Pallanza, sede dell’Incontro

A don Pierangelo Chiaramello, direttore dell’università teologica interdiocesana di Fossano, il compito di sottolineare, a partire dalla Veglia pasquale, “madre di tutte le veglie”, l’importanza della liturgia per essere davvero “viventi in Dio”.

“Nella notte una luce, nella solitudine una parola, nella sete dell’acqua, nella fame del cibo: ecco cos’è la Veglia di Pasqua, ecco chi è Gesù Cristo”, perché “il triduo pasquale è la chiave per interpretare il senso della vita, il passaggio stesso dalla morte alla vita, dal dolore alla gioia, dal fallimento al successo”. La liturgia non è “un abito esteriore di una realtà interiore, ma è l’effettualità di questa realtà”, è il ritmo che scandisce la nostra vita, ed il silenzio durante la S. Messa non è “un buco da riempire, ma lo spazio di libertà per lasciar operare lo Spirito Santo”. Siamo chiamati a fare con Cristo “una storia nuova, non la nostra storia”: il vizio dei cristiani di oggi è “l’autocelebrazione”, con il rischio di “scivolare nel sociologico, di perderci nell’orizzontalità, di cedere a pruriti nostalgici o ansie futuristiche, di manipolare Gesù senza accorgercene”.

“La ritualità è fondamento e costituzione della fede. Infatti, si celebra non solo perché si crede ma anche perché si creda, è la prima catechesi: la visibilità è importante perché altri incontrino il Signore”, ed alle vergini consacrate il compito di essere nel mondo il segno vivente della sponsalità di Cristo con la sua Chiesa, di quel futuro che attende per l’eternità l’umanità beata e che esse pregustano fin d’oggi, ed allo stesso tempo segno della “piena realizzazione umana”, come ha ricordato il Card. Poletto durante la sua omelia.

Passeggiata sul lungolago di Cannobio

“La vostra scelta non è una scelta di ripiego, in mancanza di alternative, ma primaria, perché tutta la vita è orientata a questa scelta. Ciò che voi siete è per iniziativa di Dio e Dio non chiama mai per impoverire, ma per dare pienezza alla vostra identità di donne (attraverso il c.d. “genio femminile”), di spose (nella relazionalità con Cristo, scelto come unico Amore, e con i fratelli, amati nella castità), di madri (che generano nello spirito figli per il Regno di Dio)”. E l’invito accorato del Pastore della Chiesa piemontese che ha concluso l’Incontro si racchiude in una sola, efficace, parola: “Santificatevi”!

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