VERGINITÁ CONSACRATA NEL MONDO

PASSIONE PER DIO, PASSIONE PER L'UOMO

“Passione per Dio, passione per l’uomo”: questo è il tema dell’Incontro Nazionale dell’Ordo Virginum, tenutosi presso il Santuario di San Gabriele dell’Addolorata, nella bella terra d’Abruzzo, recentemente “ferita” dal sisma che tanti e gravi danni ha provocato.

Nella S. Messa d’apertura, S.E.R. Mons. Bruno Forte, Arcivescovo di Chieti-Vasto, ha accolto le 140 vergini e i loro delegati diocesani focalizzando subito l’attenzione sul tema proposto per l’approfondimento e la preghiera: “Passione per Dio, passione per l’uomo: questo binomio esprime il senso profondo della verginità consacrata nel mondo e vi esorta ad essere fedeli al mondo presente, fedeli al mondo che deve venire, per coniugare nella vostra vita la duplice ed unica fedeltà al Cielo e alla Terra”. La passione per Dio si rivela nella “partecipazione al miracolo del deserto che fiorisce, accogliendo la Parola della vita”. In forza della consacrazione verginale, che è “radicalizzazione, frutto ed espressione del Battesimo”, la vergine è chiamata a “cooperare alla trasformazione del deserto dei cuori e degli scenari del tempo nello splendido giardino di Pasqua”. La passione per l’uomo è innanzitutto la passione del Figlio, fatto carne per noi: “sull’esempio del Maestro, la consacrata dovrà saper coniugare la solitudine con Dio alla vicinanza amorosa al popolo affidatole, l’intimità di una vita contemplativa alla presenza generosa e significativa fra gli uomini”.

Nella sua omelia, S.E.R. Mons. Michele Seccia, Vescovo di Teramo-Atri, diocesi ospitante, ha sottolineato come “la passione per Dio e la passione per l’uomo diventano passione per la Chiesa, che è il luogo dove Dio e l’uomo si incontrano”. E ha richiamato il significato del termine “passione”, “sintesi di entusiasmo e di sofferenza: la vera passione nasce dalla consapevolezza nel cuore e nella mente di essere oggetto d’amore da parte di Dio. Da questa consapevolezza nasce la passione concreta per la Chiesa di Cristo”. Ha anche ringraziato calorosamente le partecipanti all’Incontro per “la presenza che lascia il segno, offre una proposta, richiama all’essenzialità della vita, alla modalità antica e sempre nuova di vivere il Vangelo in modo radicale”.

La verginità è una “scelta che va rinnovata ogni giorno e vissuta come dono umile e riconoscente”, ha ricordato Mons. Carlo Ghidelli, Arcivescovo di Lanciano-Ortona: “l’importante non è sapere cosa io posso fare per Lui o cosa Lui può fare attraverso di me, ma come il Signore sta operando attraverso di me nel piccolo segmento di storia in cui io sono inserito”. È proprio questa continua verifica che mette in salvo dal “rischio” di “avere le mani appesantite dai doni non offerti” (dalla meditazione tenuta da don Gian Marco Mattei, delegato della diocesi di Albano).

Una splendida veduta del Gran Sasso

Soprattutto in quest’anno sacerdotale indetto dal Santo Padre, le vergini consacrate sono chiamate a “essere le apostole degli apostoli, con la maternità spirituale, con l’adozione nella preghiera”, come ha invitato don Emilio Aspromonte, delegato della diocesi di Cosenza-Bisignano. Il modello è la Vergine Maria, donna attenta, concreta e tenera nell’amore, “donna del suo tempo, della sua terra e del suo popolo, che ha vissuto una santità ordinaria, nascosta all’occhio superficiale”: è al tempo di Nazareth, “avvolto nel silenzio”, che la dott.ssa Paola Bignardi, già presidentessa nazionale dell’Azione Cattolica, ha dedicato la sua magistrale relazione.

Nell’Annunciazione Maria rivela la sua passione per Dio nell’ascolto attento ed obbediente della Parola e nell’episodio delle nozze di Cana manifesta la sua passione per l’uomo nell’attenzione ai bisogni degli sposi in difficoltà, che, in maniera delicata e fiduciosa, presenta al Figlio. La figura di Maria è “rivoluzionaria” nella sua semplicità: “nel Cenacolo è con gli Apostoli, partecipe alla vita della prima comunità cristiana, senza ricoprire ruoli specifici, istituzionali. Da donna e madre, il compito di Maria è generativo: dona l’amore, la vita, attraverso la maternità spirituale, il sacrificio e il dolore”. Da qui nascono gli interrogativi con i quali la vergine consacrata dovrebbe confrontarsi ogni giorno: “che significato ha l’esperienza di Nazareth nella mia vita? Come generare una Chiesa materna e un mondo più giusto?”.

Celebrazione Eucaristica d'apertura

Anche San Paolo, “apostolo per vocazione” (Rm 1,1), “afferrato da Cristo”, ha coniugato la passione per Dio e la passione per l’uomo, acceso dal desiderio di annunciare il Vangelo per generare alla grazia gli uomini e le donne del suo tempo: don Emilio Cicconi, Vicario Generale dei Paolini in Italia, nella sua relazione e nell’introduzione alla lectio divina, ne ha sapientemente approfondito la figura, spronando a un serio esame di coscienza: “siamo noi consacrati per primi a non far passare Cristo dalla mente al cuore…e perciò non avviene l’evangelizzazione per contagio! Noi non abbiamo il potere di cambiare gli altri, ma abbiamo il potere (e il dovere) di cambiare noi stessi con l’aiuto di Dio per diventare santi. Cristo è stato segno di contraddizione: noi pretendiamo di essere segno sempre capito, accolto, apprezzato ed applaudito!”.

Una novità dell’Incontro Nazionale 2009 è stata la tavola rotonda animata da cinque consacrate provenienti da diverse diocesi: la differenza di età, di tempo di consacrazione, di esperienze personali, culturali e sociali, è stata molto significativa e ha espresso concretamente il carisma dell’Ordo, la personalità ed originalità di testimonianza nel mondo dell’amore a Cristo Sposo, vissuto nella quotidianità, senza segni distintivi e strutture, attraverso un legame particolare alla diocesi di appartenenza. Una giovane architetto impegnata nella Pastorale giovanile diocesana, una psicoterapeuta presso una casa-famiglia, una docente universitaria di matematica – missionaria in Brasile, una pensionata - ministro straordinario della Comunione, un’impiegata comunale impegnata nella pastorale carceraria: in quanti modi diversi si rivela l’unico Volto dell’Amore!

Alcune partecipanti all'Incontro

L’Incontro, allietato da intensi momenti di preghiera, dalla condivisione nei gruppi di lavoro, da occasioni di festa e fraternità, dalla visita alla mostra Stauròs di arte sacra contemporanea, è terminato con il Seminario di approfondimento guidato da Rosalba Manes, vergine consacrata e teologa biblica, sul tema “Nel Suo Volto i nostri volti: sponsalità e fraternità per una vergine consacrata in un ordo nel mondo”. “L’amore va custodito perché è prezioso e fragile, non bisogna dare nulla per scontato ma vivere una ricerca continua dell’Amato. Abramo vive l’alleanza con il Signore come esodo, uscita da sé (Gen 22) e, nel fare le scelte difficili, ne riconosce il primato nella propria vita. La verginità è consegna completa a Dio, è riconoscere il Suo primato nella nostra vita. Ricordiamo con gratitudine che noi siamo il tesoro del Signore in mezzo al mondo, siamo epifania della Sua presenza”.

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