ORDO VIRGINUM: PROVOCAZIONE NEL MONDO CONTEMPORANEO

Questo è il tema scelto per l’Incontro Nazionale dell’Ordo virginum delle diocesi italiane, tenutosi dal 28 al 31 agosto presso la suggestiva Oasi San Francesco di Chiusi della Verna (AR), tappa importante nel cammino di approfondimento di un carisma antico, risalente addirittura ai primi secoli del cristianesimo, e al tempo stesso nuovo, in quanto frutto del Concilio Vaticano II, che ne ha ripristinato il rito di consacrazione.

La verginità consacrata, oggi come duemila anni fa, è una vera e propria “provocazione”, una scelta controcorrente, che può apparire inutile ed incomprensibile. Eppure in Italia ben 500 donne hanno abbracciato la verginità per il Regno dei cieli, emettendo il proposito di castità nelle mani del Vescovo e vivendo la sponsalità con Cristo nel radicamento nella Chiesa diocesana e nella presenza “profetica” nel mondo, immerse nella quotidianità intessuta di lavoro, relazioni sociali ed amicali.

“Spesso la verginità viene concepita come una rinuncia, una negazione, una scelta asessuata ed anaffettiva, ma in realtà, se abbracciata per le giuste motivazioni e vissuta nella fedeltà, è vocazione ad un'affettività nuova, implica la scelta della tenerezza come progetto di vita e diventa sorgente di umanità e di fecondità spirituale, perché l’amore di Dio trasfigura l’amore umano”, ha evidenziato Mons. Carlo Rocchetta, teologo e direttore del Centro Familiare di Perugia Casa della Tenerezza, nell'ambito della sua relazione su “Mondo degli affetti, tenerezza e verginità consacrata”.

Il tema è stato poi approfondito dalla dott.ssa Marilena Civetta, che ha coniugato la competenza professionale come psicoterapeuta con l’esperienza di consacrata nell'Ordo virginum di Gubbio: “la vergine consacrata non vive il dono di sé nell'esclusività di un unico rapporto affettivo, ma lo spande come profumo in ogni relazione”, in uno stile di vera accoglienza ed amicizia, sull'esempio di Gesù, che, citando la costituzione conciliare Gaudium et spes, “ha amato con cuore d’uomo”.

Anche padre Lamberto Crociani, servo di Maria e docente di liturgia, nel suo intervento su “La vergine consacrata partecipe del tempo presente”, ha sottolineato come la consacrazione non sia un bene personale ed intimistico, bensì “un dono da vivere condividendo la croce di tutti gli uomini, incarnate nella storia eppure capaci di anticipare l’esperienza futura del Regno, in un oggi da vivere senza evasioni, con responsabilità: non è importante quanto o cosa fate, ma è il dono della verginità a caratterizzare tutto ciò che fate”.


E proprio l’importanza dell’“essere” più che del “fare” è emersa anche nell'ambito della tavola rotonda, in cui tre consacrate nell'Ordo virginum, Lorena Cardone di Torino, sindacalista della CGIL, Paola Nicodemo di Saluzzo, medico di famiglia, e Marianna Russo di Salerno, ispettore del lavoro, hanno condiviso con l’assemblea la propria esperienza umana, spirituale e professionale, nell'impegno quotidiano a seguire lo Sposo ovunque vada, anche negli ambienti più insospettabili e talvolta faticosi, perché “nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore” (GS 1).

L’Incontro è stato anche arricchito dalla calorosa e paterna presenza dei Vescovi toscani, segno della cura pastorale per l'Ordo virginum, accolto come dono di Dio per la Chiesa e per il mondo. “Aiutateci a rendere la Chiesa ancora più bella!” è stato l'augurio rivolto da Mons. Riccardo Fontana, Arcivescovo della diocesi di Arezzo - Cortona - Sansepolcro, alle duecento partecipanti, giunte da ogni parte d’Italia. E Mons. Simone Giusti, Vescovo di Livorno, si è soffermato sul senso profondo della scelta verginale: “qual è la vostra profezia? La verginità! Il vostro carisma si radica profondamente nel mistero di Maria - vergine, sposa e madre - e nel mistero della Chiesa: questo è anche il vostro mistero, che deve risplendere nel volto di donne innamorate di Dio, piene di gioia”. “In fondo, cos'è la verginità consacrata se non un’esperienza di fede e di amore?”, ha ricordato Mons. Mario Meini, Vescovo di Fiesole. E Mons. Carlo Ciattini, Vescovo di Massa Marittima – Piombino ha fatto presente che “la Chiesa ha più che mai bisogno di santità”, mentre Mons. Rodolfo Cetoloni, Vescovo di Grosseto, si è soffermato sull'importanza di saper “cogliere il bene, che è quanto di più vero ci sia in ogni realtà, perché è ciò che vede Dio”. Nella solenne concelebrazione eucaristica conclusiva nel Santuario francescano della Verna, il Card. Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, ha messo in risalto come il senso della vocazione verginale sia proprio “dire che Dio è tutto, affermare con la vita il primato di Dio nella Chiesa e nel mondo”.


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