Okongwa!!!

GRAZIE PADRE!!! dal più profondo del cuore esprime quella gioiosa, grata e consolatoria intimità incantata che si genera solo quando si è consapevoli di essere “oggetti” di un Amore immenso che ci racchiude e ci circonda. È un vocabolo africano che ci è stato insegnato dai Missionari. Esso non si trova sui libri o sul web ma pensiamo sia appropriato a dare un’idea, seppur trascolorata, di quanto intensa sia stata l’esperienza che abbiamo vissuto nel succedersi di questi giorni che, costellata di avvenimenti correlati, ha reso straordinario un evento annuale! Dal 27 al 30 agosto si è tenuto l'Incontro Nazionale dell’Ordo Virginum ospitato dalla Diocesi di Milano presso il Seminario Diocesano situato a Venegono Inferiore VA. Il Tema: “In te, Signore, possiedano tutto” (RCV 38) - Ordo Virginum. “L’ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo” (S. Girolamo - “Commento in Isaia”). La Costituzione dogmatica Dei Verbum al centro dell’Incontro, a cinquant’anni dalla sua approvazione. L'Incontro è stato preceduto, il 26 e 27, da un Seminario di studio dal Titolo: “Obbedienza nel carisma dell'Ordo Virginum”.

Per le prime impressioni “a caldo”, abbiamo lasciato subito la parola a Rosa, che ha partecipato per la prima volta: l’Omelia della Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Mario Delpini, Vicario Generale della Diocesi di Milano, le ha fatto trovare conferma a quanto meditato e riflettuto: “se riuscissimo ad incarnare la gioia, così come ci è stato richiesto, potremmo dire di aver fatto già un bel pezzo del nostro cammino!”.

Rosa si è sentita fin dall’inizio a proprio agio, anche se non conosceva nessuno, nel clima di comunione e di fraternità che si è instaurato tra le 250 partecipanti. Marianna ha condiviso pienamente quanto sentito ed espresso da Rosa, nello stesso modo.

Consapevoli della concreta impossibilità di rendere un esaustivo report che facesse giustizia della ricchezza ricevuta, abbiamo pensato di trasmettervi un contributo a sei mani che volentieri potremo integrare di persona, se lo desiderate … ma abbiamo voluto affidarne la narrazione all’Amata, che ci condurrà nelle pieghe di questa tela che si è dipanata sotto i nostri occhi, accompagnandoci fino al nostro ritorno a casa. Eccola che si aggira leggiadra e, fin dalla Stazione Centrale, sotto “mentite spoglie” ci ha individuate per farci accompagnare al pullman per Venegono.

Benvenute! Vedrete, vi troverete bene, in questo luogo intriso di Storia e di Preghiera! Lasciate che faccia gli onori di casa!

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In questi giorni, ci saranno ospiti illustri, convenuti proprio per voi … venite, ve li presento!

Le Relazioni

Seminario di Studio

Obbedienza nel carisma dell’Ordo Virginum

S.E. Mons. Diego Coletti, Vescovo di Como: A servizio della Chiesa

S.E. Mons. Diego Coletti Vescovo di ComoMons. Coletti ha introdotto la sua Relazione con la manifestazione della sua contentezza di ritrovarsi con le Consacrate dell’Ordo Virginum e ha ricordato con sentita partecipazione la sua presenza, in unità d’intenti con il Card. Martini, nella gestazione e nella nascita dell’Ordo Virginum nella Diocesi di Milano. Nell’Ambito del Tema del Seminario di studi, a lui è stato affidato il segmento che riguarda il servizio alla Chiesa e, come lievito che fermenta la massa, ci ha invitato a riflettere su come si possano combinare le tre dimensioni dell’obbedienza cristiana, quella profetica, quella pastorale e quella secolare e su come evitare le deviazioni degradanti dell’obbedire per rassegnazione, dell’obbedire per interesse o per paura - che è propria dello schiavo - e dell’obbedire per sottomissione passiva e scarico delle responsabilità. Volendo offrire una risposta alla domanda “A chi obbedire?”, ha affermato che il riferimento fondamentale deve rimanere la Parola di Dio attraverso la “dimensione familiare” della mediazione ecclesiale. Ma Gesù rimane il modello decisivo Lui “… fattosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil 11,7). La domanda specifica rivolta a noi è stata: come facciamo a “sentirci” Ordo? Sappiamo che tutti i cristiani sono chiamati ad essere profeti, ma l’obbedienza del Figlio è un’altra cosa. L’obbedienza vista come corsa, slancio implica che quello che a Lui piace io faccio sempre ed annuncia la volontà di Dio. Quindi la tua vita deve diventare un grido filiale perché pensare all'obbedienza al di fuori della prospettiva trinitaria è fuorviante. Di conseguenza la profezia affidataci come compito, riveste una dimensione pastorale che ci spinge a credere che, anche nel tedio e nella fatica quotidiani, l’obbedienza deve essere una corsa verso Gesù e non può essere mera osservanza di leggi e di norme. E, per dirla con S. Ignazio, è rimanere diritti, IN PIEDI!

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Emanuela Buccioni, Consacrata dell’Ordo Virginum della Diocesi di Terni-Narni-Amelia: A servizio del mondo

Emanuela Buccioni, Consacrata dell’Ordo Virginum della Diocesi di Terni-Narni-AmeliaEmanuela, in ideale continuità con gli Interventi “L’Ubbidienza in rapporto alla Fede” di Don Vincenzo Lopasso, Docente di Sacra Scrittura presso l’Istituto Teologico Calabro di Catanzaro, in Atti 2204, pp. 12-22 e “Ordo Virginum: Donne fedeli per una Chiesa serva del Regno” di Serena Noceti, Docente di Teologia Sistematica presso la Facoltà Teologica dell'Italia Centrale, in Atti 2010, pp. 13-29 e con le tre domande di Mons. Coletti, ha proposto un possibile percorso nel porci nei riguardi dell’obbedienza come atteggiamento umano e spirituale di chi ascolta, fa spazio, si relaziona e risponde alle domande “Obbedire a chi?”: anche se può sembrare di avere già la risposta perché in ultima analisi è sicuramente al “Dio che parla”, pur tuttavia ci sono delle mediazioni: il corpo, la Scrittura, la comunità ecclesiale, l’altro nel quotidiano, la città, il modo, gli eventi e “Obbedire perché?”. Per invocare, preparare e servire la venuta del Regno di Dio perché siamo donne profetiche.

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Incontro Nazionale dell’Ordo Virginum

“In te, Signore, possiedano tutto” (RCV 38)

“L’ignoranza delle Scritture, infatti, è ignoranza di Cristo”

(San Girolamo - “Commento in Isaia”)

Lisa Cremaschi, della Comunità di Bose

Lisa Cremaschi, della Comunità di BoseLa Dei Verbum, fede nel Dio che parla, significa familiarità con la Parola di Dio, che ci plasma. Nel testo biblico l’ascolto sottolinea obbedienza, da ob audire, fare spazio alla parola di Dio. Volendo contestualizzare in Lc 10, 38-42 Marta e Maria, Marta non ha fatto niente di male, ma è diventata padrona del suo servizio! Allora chiediamoci: “Quanto tempo dedichiamo alla Parola di Dio?” Partendo dall’assunto che “Il tempo è vita”, dire che non abbiamo tempo per pregare, equivale a dire che non abbiamo vita per pregare. Di conseguenza, non abbiamo tempo per Dio. Bisogna trovare un tempo ed un luogo per la lectio divina e, alla fine della lectio, imparare a conoscere il cuore di Dio: la lectio ci aiuta a trovare la Parola di Dio che è nella Bibbia, un annuncio rivolto al mondo intero. La conclusione lasciata alle domande aperte, rivolte all’uditorio:

  1. Chi è inviato a portare l’annuncio della Salvezza?
  2. Cosa annunciare e a chi? Sappiamo rendere conto della Speranza che è in noi? “Sappiamo in chi abbiamo riposto la nostra fede” (2Tim 1,12).

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Elisa Chiorrini, Consacrata dell’Ordo Virginum della Diocesi di Fabriano AN - Matelica MC

“La Parola di Dio opera in noi che crediamo” (1Ts 2,13)

Elisa Chiorrini, Consacrata dell’Ordo Virginum della Diocesi di Fabriano AN - Matelica MCElisa ci ha aiutato a mettere in evidenza che Dio è, innanzitutto, relazione: una Persona e, attraverso la Sua Parola e la parola degli altri, più di ogni dove, nella Chiesa, Presenza viva. Trasponendo in un’ottica catechetica, viene immediata l’attenzione per i giovani ed i ragazzi che mancano di questa esperienza presente nella Parola e nei Sacramenti. Se scopriamo chi veramente siamo, arricchiamo la nostra esistenza. La nostra è una consacrazione pubblica, alla luce del sole, perché sia luce. Siamo donne della risposta. La Parola di Dio è così umile che accetta la nostra interpretazione. Siamo chiamate ad essere ascoltatrici ed annunciatrici. È inevitabile riscoprire e percepire la gioia intima che si prova nel gustare la comunione con il Creatore, differente dall’allegrezza sguaiata del mondo.

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Intervento di S.E. Card. Angelo Scola

S.E. Card. Angelo Scola

“A Dio che si rivela è dovuta l’obbedienza della fede” (Dei Verbum 5)

Il Cardinale ci ha comunicato, come preludio, il suo pensiero entusiasta sulla bellezza e sulla delicatezza della nostra vocazione e ci ha presentato, successivamente, il suo intervento sintetizzato in cinque punti:

  1. La Radicalità della nostra vita
  2. Un Partire senza Partire che caratterizza il nostro vissuto di essere consacrate a servizio della Chiesa locale
  3. La novità assoluta racchiusa nella Dei Verbum della Rivelazione come Relazione interpersonale
  4. Citando il Card. Giacomo Biffi “Maria non ha partorito un libro!” contro il rischio di ridurre Gesù ad un libro che rimane fuori dalla nostra vita
  5. La conclusione è stata affidata alle parole del Papa emerito Benedetto XVI: Nella testimonianza Dio si espone, per così dire, al rischio della libertà dell'uomo» (SCa 85) e questa è la Misericordia.

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Uno dei graditi fuori programma, il Saluto che il Vescovo di Lodi, S.E. Mons. Maurizio Malvestiti, impossibilitato a partecipare, ci ha fatto pervenire.

I Gruppi di studio

nelle due sessioni del Seminario di Studio e dell’Incontro, si sono avvalsi delle piste di lavoro preparate da Emanuela Buccioni e da Elisa Chiorrini.

I sessione

Il lavoro è stato diviso in due fasi:

  1. Il gruppo ha individuato i fenomeni che coinvolgono la società e che incidono su di essa e, fra i tre scelti, sono stati indicati ambiguità ed aspirazioni umane
  2. Si è provato a leggere i fenomeni alla luce del Vangelo per interrogarsi sulla risposta data nell’obbedienza all’azione dello Spirito Santo

II sessione

Il gruppo si è cimentato nelle domande:

  1. Come viviamo l’opera creatrice della Parola nella vita di consacrate nel battesimo e nell’Ordo Viginum?
  2. Nella vita quotidiana la consacrazione in che modo parte e termina con l’iniziativa della Parola che interpella, propone, suscita, consacra e alimenta?
  3. Quanto nella lettura della Parola facciamo esegesi (condurre fuori dal testo il messaggio) e quanto invece “eis-gesi” (far dire al testo ciò che vogliamo?
  4. Che rapporto c’è tra il dono profetico battesimale e la nostra consacrazione? Quali le modalità, i luoghi, i destinatari di tale annuncio?
  5. Come declinare il rapporto nuziale tra Cristo e la Chiesa alla luce dell’immagine della Sapienza Sposa dell’umanità?

“Al Signore non si possono dare gli avanzi!” è stata la sintesi pregnante di uno dei conduttori.

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Avrete modo di gustare il rapporto profondo con lo Sposo, nella splendida Basilica o nelle Cappelle del Seminario …"

La Liturgia

Molto curati nella guida e nell'utile sussidio cartaceo, per la maggior parte di noi che non celebra abitualmente in Rito Ambrosiano, i momenti di Preghiera sono stati arricchiti dalla sostanziale Presenza del Signore e dai molteplici spunti di meditazione che i celebranti ci hanno donato.

La celebrazione dei Vespri e la S. Messa del 26 agosto, presieduti da Mons. Ambrogio Piantanida, Vicario Episcopale hanno dato inizio “un po’ in sordina”, alla cinque giorni dell’Ordo Virginum, come scherzosamente ha chiosato il Delegato per l’Ordo Virginum della Diocesi ospitante, che giocava in casa. Nell’Omelia ci ha focalizzate nel rapporto specialissimo entro il quale ci accorgiamo di non essere degni di questa predilezione.

 

I Vespri e la S. Messa del giorno 27 sono stati presieduti da Mons. Diego Coletti che, nell’Omelia, ripercorrendo il profilo di San Giovanni Battista, ci ha esortato a sentirci, come lui, AMICHE dello Sposo, coloro che nella loro vita Gli fanno spazio, capaci di gioire al solo sentire la Sua Voce! Perché è più evangelico ed è da questo che si misura la grandezza di una persona. Infine, per il segno della Pace, ci ha chiesto di scambiarcela prendendoci entrambe le mani e guardandoci negli occhi.

Le Lodi del 28 sono state presiedute da S.E. Mons. Luigi Stucchi, Vicario Episcopale per la Vita Consacrata femminile. Il suo pensiero si è fatto immediato nel ripresentarci un dato acclarato: “Il Signore ha cercato e trovato voi! Gioiose e fiere di questa scelta, dovete custodirla ed intensificarla irradiando la Parola di Dio. La vostra consacrazione è stoltezza per il mondo ma voi potete trasformarla in una incredibile storia di libertà!”. Nei Vespri, che ha presieduto, il Card. Scola ha chiesto allo Spirito Santo la Grazia che tante donne abbraccino la Vocazione nell'Ordo Virginum.

L’Omelia della Celebrazione Eucaristica presieduta da S.E. Mons. Franco Agnesi, Vescovo ausiliare Zona II Varese, è stata costellata di domande partendo dal chiedersi a chi hanno obbedito i discepoli, Giovanni Battista, fino a chiedere cosa stai chiedendo alla nostra Chiesa e a noi, ad ognuna di noi: “Cosa mi state chiedendo?” rifacendosi a Papa Francesco che parla della fatica degli Operatori Pastorali, ha affermato quanto possa essere consolante sapere che anche Paolo e Giovanni Battista hanno attraversato il deserto della stanchezza ed “è proprio a partire da questo deserto che possiamo riscoprire la gioia dell’annuncio” per incontrare “tanti fratelli e sorelle assetati e donare loro la Speranza”. Ci ha infine ringraziate tutte, pur non conoscendoci personalmente, per quello che siamo.

Uno dei giardini di Venegono

Le Lodi di sabato 29 sono state presiedute da S.E. Mons. Paolo Martinelli ofm capp, Vicario Episcopale per la Vita Consacrata maschile, gli Istituti Secolari, le nuove forme di vita consacrata maschile e femminile che ha reso grazie a Dio “per voi, per la vostra vita, per la vostra consacrazione, per la vostra testimonianza particolarmente illuminata dalla festa” del Martirio di San Giovanni Battista. “Giovanni in tutto è segno dell’Altro, ad ogni altro” e ci ha invitato a riflettere che “la sequela è l’atto supremo della nostra libertà. Ed anche se l’UMILTÀ è fuori moda, oggi, essa afferma il TU di Cristo come nostro procedere”.

I Vespri e la S. Messa finali sono stati presieduti da S. E. Mons. Mario Delpini, Vicario Generale della Diocesi di Milano il quale, nell'Omelia, ha affermato che il segno identificativo dei Consacrati è la gioia piena anche nei giorni tristi perché essa irradia ed illumina ogni cosa. Chi appartiene al Signore porta con evidenza il Suo Sigillo, che è la Gioia. La mia gioia è piena se ho aiutato qualcuno a riconoscere la Voce dello Sposo. L’Ordo Virginum è chiamato a portare questo segno nel mondo e la Chiesa deve rallegrarsi che vi siano donne chiamate a portare questo segno.

Le due ore di Adorazione silenziosa, spalmate nell'arco di tempo trascorso a Venegono, hanno permesso di rimanere, nel dialogo interiore con lo Sposo, a ruminare ed a metabolizzare quanto ascoltato …

Cappella dell’Adorazione

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Ecco che vi si fanno incontro tante spose, come voi … vi lascio “sole” … ne avrete di cose da dirvi!

Le Testimonianze

copertina del Libro pubblicato per l’Anno della Vita ConsacrataNella Presentazione della Diocesi di Milano, come nella Tavola Rotonda “La Parola nella vita e la Vita nella Parola”, nel Libro “Donne pro-vocanti” e negli incontri a tavola o nei rari tempi liberi, lo scenario dello scambio delle proprie esperienze è stato di grande ricchezza e varietà: abbiamo potuto conoscere sorelle Fidei Donum, altre che sono impegnate in politica o che portano la propria fede all'interno di una realtà apparentemente lontana da essa: una Banca; abbiamo raccolto il racconto di una sorella anziana che ha iniziato il proprio cammino di consacrazione privata con il Card. Giovanni Battista Montini, poi Beato Papa Paolo VI, riconosciuta poi dal Card. Carlo Maria Martini; una sorella straniera ci ha descritto il suo cammino dall'arrivo in Italia alla ricerca della casa, del lavoro e, finalmente del suo posto nella Chiesa come Sposa di Gesù.

L'Assemblea

Dell’Assemblea riunitasi il 29 riportiamo alcune notizie significative:

Su richiesta di S. E. Card. Giuseppe Betori, Arcivescovo di Firenze, Rosella Bressani, Consacrata della Diocesi di Pavia, del Gruppo per il Collegamento ed una Consacrata dell’Arcidiocesi di Firenze, ci rappresenteranno al V Convegno Ecclesiale Nazionale dal Tema: “In Gesù Cristo il Nuovo Umanesimo”, che si terrà a Firenze dal 9 al 13 novembre.

Si terrà a Roma il Convegno Internazionale “L’Ordo Virginum: dono per il popolo di Dio in cammino” dal 28 al 31 gennaio 2016.

L’Incontro Nazionale 2016 si terrà a Sacrofano RM.

L’Arcidiocesi di Napoli ospiterà l’Incontro Nazionale del 2017.

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Ed ora, seguitemi! Voglio parlarvi della struttura che vi accoglie!

Il Seminario

L’Ordo Virginum dell’Arcidiocesi di Milano ci accoglie nella splendida sede del Seminario maggiore: in cima a una collina il Card. Schuster volle costruire un imponente edificio, lontano dal frastuono della città. La prima pietra venne posta dall'Arcivescovo Tosi il 6 febbraio 1928. Il complesso è davvero mastodontico (grande 40 volte il campo da calcio di San Siro): tra tutti gli edifici spicca la torre alta 64 metri che, a partire dagli anni “30 e per quasi mezzo secolo, è stata sede dell’Osservatorio di Fisica terrestre. Il Seminario vanta, insieme alla biblioteca con un patrimonio librario di oltre 140mila volumi, anche un Museo di Storia naturale dedicato ad Antonio Stoppani, prete ambrosiano ed insegnante anche di Giuseppe Mercalli in Seminario (dalla Lettera di Benvenuto ai Convegnisti).

Graditissima la presenza fuori programma del Rettore Maggiore Don Michele Di Tolve che ha voluto portarci personalmente il suo saluto perché rendiamo “la Chiesa bella, viva, colorata e profumata” e ha voluto ringraziare particolarmente gli Insegnanti di Religione. Ha, infine, affidato alle nostre preghiere i Seminaristi ed in modo speciale i 27 giovani che avrebbero sostenuto il giorno successivo gli esami per l’ammissione all’Ordine del Diaconato. Alla fine della giornata, i Seminaristi sono venuti a comunicarci il buon esito delle prove sostenute. È stato un bel momento di comunione!

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Siamo giunti alla fine … questa sera vogliamo davvero impressionarvi! Vi inebrieremo di musica dolce, di canti, di suoni, di profumi, di cibi … entriamo nel Chiostro addobbato per la Cena e poi concluderemo con la narrazione delle parole più belle … accomodatevi pure, andiamo ad incominciare!

Il Cantico dei Cantici

Marc Chagall, Cantico dei Cantici

E' stato il protagonista indiscusso di tutta la serata finale ambientata sul pranzo nuziale da Rosalba Manes, Consacrata nell'Ordo Virginum della Diocesi di San Severo FG e Biblista e, con delicatezza, presentato da lei quale introduzione della Sacra rappresentazione “Cantico dei Cantici”. Ad interpretare le parole dell’amato e dell’amata Anastasie Musumary e Davide Grioni per la versione scenica con la regia di Nuvola de Capua della Compagnia “Carlo Rivolta” Il testo biblico è stato rielaborato a partire dalla traduzione del Biblista Roberto Vignolo.

La Cena

Abbiamo scelto di riportare integralmente il Menù, ispirato ai cibi nuziali della Bibbia, in particolare a quelli del Cantico dei Cantici, per farvi partecipi di questa ulteriore esperienza del gusto e dell’olfatto …

Pane: focacce schiacciate di farina e acqua

Bevande: acqua, vino e succo di uva

Antipasti: hummus di ceci, sesamo con pane azzimo, pannocchie arrostite, insalata fredda di orzo con carote, olive, cetrioli

Piatti di carne: insalata fredda con pollo, noci, carote, sedano, uva passa, melograno, olio e aceto balsamico, bovino con contorni di erbette, fichi freschi con carne essiccata

Piatti di formaggio: tomini di capra su foglie di vite, formaggio fresco di mucca con pistacchi ed uva fresca

Dolci: coppette di mosto con foglie di menta, pane dolce con uva, cannella, fichi, datteri secchi e miele, dolci alla ricotta con miele, pistacchi, noci e nocciole tritati

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Adesso non mi resta che salutarvi, pregandovi di accettare un piccolo omaggio …

I Regali

Quelli che ogni sposa ha ricevuto dal suo Amato li conserva gelosamente nel cuore; qui vogliamo sottolineare l’attenzione e la cura dei particolari che ci sono stati dedicati anche attraverso fiori colorati fatti a mano sui tavoli della mensa, segno di accoglienza e di allegria, alle rose per la mensa della cena del 29 al dono “misterioso” capitato a conclusione dell’evento, dopo il Cantico, … a Salerno è arrivato il “sigillo” di Ct 8,6.

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Il mio compito è ultimato. Vi lascio sulla soglia: a voi l’impegno di proseguire nel cammino di sequela!

“Eccomi, manda me!” (Is 6,8)

Come non essere in sintonia con il Profeta per chi, come suggerito dal Card. Scola, è colei che parte senza partire? Con il cuore dilatato e disponibile a raggiungere qualsiasi angolo della Diocesi e con la valigia sempre pronta ma altrettanto risolute a rimanere al fianco di chi è accanto e prossimo, desiderose solo di annunciare tanta Grazia e tanto Amore.

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