La Chiesa di Roma vi accoglie con gioia”: l’Incontro nazionale dell’Ordo virginum è iniziato con questo abbraccio ecclesiale, espresso da Mons. Giuseppe Marciante, Vescovo ausiliare di Roma, in occasione della celebrazione eucaristica che ha solennemente dato l’avvio ai tre giorni di approfondimento sul carisma della verginità consacrata nel mondo.

“Voi siete un segno concreto della Chiesa sposa che attende lo Sposo e anticipate l’esperienza della vita futura”, ha sottolineato Mons. Marciante, affidando un compito speciale alle centosettanta partecipanti: “mettete sempre nel cuore della Chiesa la nostalgia dell’Amato”. E, come ha ricordato don Giuseppe Capsoni, docente di diritto canonico, che ha presieduto le lodi mattutine, per realizzare questo impegnativo programma di vita il primo passo è sicuramente la preghiera. Per questo motivo alla Fraterna Domus di Sacrofano, suggestiva sede dell’incontro, è particolarmente intenso e accorato il clima di raccoglimento, vera e propria eco delle suppliche che si elevano dai luoghi così gravemente colpiti dal sisma.

Quali sono l’identità e la missione della vergine consacrata? Cosa può dire alla Chiesa e al mondo di oggi la scelta pubblica di una vita completamente dedicata al Signore nella quotidianità di un’esistenza ordinaria? A questi importanti interrogativi ha cercato di rispondere la teologa Serena Noceti, evidenziando la presenza “evocativa” e profetica delle vergini, che vivono il loro essere “donne, dedicate, nella e per la Chiesa locale, in una rete di relazioni ecclesiali, nella pluralità dei volti pur nella comune appartenenza ad un unico ordo”.

Relazione della teologa Noceti

L’identità dell’Ordo Virginum “si radica nella visione di Chiesa nel Concilio Vaticano II”, ha ricordato la prof.ssa Noceti nella sua relazione densa di riferimenti biblici e magisteriali, e la sua “specificità” sta proprio nell’essere “custodi, nel frattempo della storia, della promessa d’amore di Gesù, Sposo dell’umanità”, nell’essere un richiamo vivente “all’oltre e all’Altro” e “alla permanente conversione e riforma della Chiesa”, in un dinamismo continuo che è vita e fecondità.

Infatti, "la maternità spirituale all'interno del popolo di Dio è una dimensione imprescindibile a cui è chiamata la consacrata secondo il rito dell'Ordo Virginum", ha sottolineato Mons. Oscar Cantoni, Vescovo di Crema e delegato per l'Ordo Virginum della Commissione clero e vita consacrata, che ha portato alle partecipanti all'incontro "l'abbraccio benedicente dei Vescovi italiani". Nel suo intervento, Mons. Cantoni si è particolarmente soffermato sulla dimensione diocesana della vergine consacrata, perché il Vescovo, che "é garante della comunione dei carismi", deve "custodire e promuovere questo dono". La consacrazione "non è solo una scelta personale, individuale, ma è condivisa nella Chiesa" e si nutre di una "intima partecipazione alla Chiesa locale, nelle diverse realtà pastorali, a seconda delle proprie competenze".

Mons. Oscar Cantoni

Alle consacrate ha poi rivolto un paterno invito, quello di "essere un segno dell'amore di Dio per tutti, con tenerezza, con impegno, con uno stile di presenza, con lo sguardo attento a intercettare le sfide pastorali di oggi".

La "missione", in sintesi, é quella di "esserci. In nome della Chiesa".

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