Nel cuore della Chiesa per la vita del mondo”: questo è il tema che ha accompagnato l’Incontro nazionale dell’Ordo Virginum delle diocesi italiane, che si conclude proprio stamattina presso la Fraterna Domus di Sacrofano, tappa preziosa nel cammino di approfondimento su questa realtà vocazionale tanto antica e sempre nuova.

È un titolo sicuramente impegnativo, ma non si tratta solo di uno slogan, come è emerso con evidenza dalla ricca tavola rotonda, in cui alcune consacrate hanno condiviso con semplicità ed emozione la propria testimonianza di vita, perché, come scriveva sant’Ireneo, “gloria di Dio è l’uomo vivente”.

Perché scegliere di donarsi totalmente a Cristo Sposo in una speciale consacrazione? Come vivere la propria vocazionale verginale nel mondo?

Tavola rotonda

Giusy Avolio, insegnante di religione della diocesi di Napoli, Maria Antonietta Nieddu, pensionata della diocesi di Nuoro, e Marzia Rogante, psicologa della diocesi di Fermo, hanno mostrato con naturalezza la creatività dello Spirito Santo nell’unicità della risposta di ciascuna all’iniziativa d’amore di Dio. La centralità di Dio nel vissuto quotidiano, l’impegno nella costruzione di relazioni autentiche, l’esperienza di una solitudine “abitata”, il rispetto e la tenerezza nell’accogliere tutte le pieghe e le piaghe dell’umanità in cui si è quotidianamente immersi, la gioiosa tensione del “già e non ancora”: questi sono i tratti caratteristici di un quotidianità intessuta di lavoro e impegno, di silenzio e preghiera, dei piccoli e concreti gesti dell’amore. Sull’esempio di Maria, “donna feriale” e modello delle vergini.

E proprio sotto lo sguardo benedicente di Maria è stato vissuto uno dei momenti di preghiera più intensi dell’incontro: la veglia notturna di preghiera e adorazione eucaristica è culminata con la processione aux flambeaux fino alla grotta della Madonna della sorgente nel cuore del bosco del parco di Veio.

Pellegrinaggio alla grotta della Madonna della sorgente

“È proprio nella preghiera che la vergine consacrata vive la propria identità”, ha sottolineato padre Agostino Montan, docente di diritto canonico, che ha amorevolmente accompagnato per cinque anni il cammino dell’Ordo Virginum della diocesi di Roma. E la particolare cura dedicata alla liturgia ha sicuramente aiutato a rendere più partecipati e coinvolgenti i momenti della preghiera comunitaria che hanno arricchito l’incontro.

Nutrita e paterna la presenza dei Vescovi anche nella giornata conclusiva, segno dell’attenzione pastorale nei confronti di questa realtà ecclesiale che sta fiorendo e fruttificando in ben 117 diocesi, con il dono di circa 700 vergini che hanno emesso nelle mani del Vescovo diocesano il proposito di seguire Cristo Sposo sulle strade del mondo.

“Il mio augurio è che siate tutte piene di Dio, innamorate: questo non vuol dire indugiare nel sentimentalismo, ma fare ogni giorno la volontà di Dio” è stato l’affettuoso saluto di Mons. Raffaele Martinelli, Vescovo della diocesi Tuscolana. “All’amore si risponde con l’amore”, ha ricordato Mons. Romano Rossi, Vescovo della diocesi di Civita Castellana, “valorizzate la fantasia spirituale dell’amore, usate la libertà per amare di più, vivete nella pienezza dell’amore tutto ciò che fate”.

A Mons. Paolo Lojudice, Vescovo ausiliare di Roma, e a Mons. Oscar Cantoni, Vescovo di Crema e delegato per l’Ordo Virginum della Commissione clero e vita consacrata, il compito di presiedere le celebrazioni conclusive, mentre il Card. Joao Braz de Aviz, prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, ha voluto incontrare le centosettanta partecipanti per un momento di dialogo e gioioso confronto.

Sulle note della musica e sui passi delicati di suor Anna Nobili e della sua scuola di danza è stata vissuta la serata finale di fraternità e festa, per richiamare alla mente e al cuore la bellezza di danzare l’Amore nel quotidiano.

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