Chiamate a pieno titolo a partecipare attivamente, ognuna a seconda delle proprie possibilità, ci siamo interrogate prima tra di noi per poi inserirci a vari livelli, sulle parole chiavi del Sinodo.

La nostra partecipazione ci vede impegnate a livello di singoli, e, come rappresentanti dell'Ordo, all’interno dei Consigli Pastorali Parrocchiali, nelle Foranie di appartenenza per territorio o per elezione, nell’Ufficio diocesano per la Vita Consacrata, nella Pastorale Carceraria a livello Regionale e Nazionale.

L’idea di confrontarci sui temi sinodali, in particolar modo sulla Comunione e sulla Profezia, ci ha stimolato a riproporci come presenza nella Diocesi e ha fatto emergere, ancora una volta, il desiderio di farci conoscere da chi non è ancora consapevole della nostra presenza e manca di elementi validi per apprezzare la nostra storia ed il nostro operato.

L’Ordo Virginum ha in sé la vocazione di realizzare una comunione con tutti gli ambienti, i luoghi, le situazioni di vita sociale ed ecclesiale. L’Ordo, non avendo un carisma specifico, condotto nella libertà dello Spirito Santo, incarna ogni tipo di vocazione (istruzione, sanità, povertà etc.). La consacrata dell’Ordo Virginum opera e agisce sia nei contesti “strutturati” che negli incontri personali e “apparentemente” casuali, senza nessun segno specifico di riconoscimento, ma sempre in nome della Chiesa e di Cristo in virtù della propria vocazione. È proprio dell’Ordo incarnare uno stile di comunione con ogni creatura e, attraversando, nel suo ciclo di vita la fase dell’essere figlia, sorella e madre, ogni Consacrata s’impegna a farsi prossimo nelle relazioni umane e ad entrare in empatia soprattutto con la situazione della donna.

Siamo segno della vita nel Regno futuro che ci attende, testimoni di quella Speranza che non delude; fiamma sempre viva che lo Spirito Santo ha donato ai nostri cuori.

Come Consacrate che vivono nel mondo, siamo provocate dalle urgenze della vita stessa che ci immerge in esse. Siamo chiamate a fare dei problemi del mondo i nostri problemi, che non ci lascino indifferenti e che talvolta ci coinvolgono in prima persona.

La situazione pandemica non ci consente di farci prossime come la circostanza richiederebbe.

Nell’ambito delle proposte, vorremmo far presente il nostro desiderio che al Sinodo potessero arrivare le voci meno o per nulla ascoltate delle persone che ci vengono affidate ogni giorno affinché non restino ancora inevase le loro richieste e le loro necessità.

Auspichiamo, infine, che questo Sinodo possa davvero portare il germoglio di quella novità che Gesù ci presenta da sempre e che noi facciamo tanta fatica a rendere concreta e tangibile.

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